Tour enogastronomico in Puglia: trulli, vini e sapori autentici
Il tour enogastronomico in Puglia, tra trulli, vini e sapori autentici, è assolutamente fattibile e vale la pena di organizzarne uno nella Valle d'Itria. La primavera è il periodo ideale; le temperature miti, i fiori di mandorlo e le vendemmie emergenti creano un’atmosfera perfetta per camminare tra gli alberi di ulivo e degustare i prodotti locali. Arrivare è più semplice di quanto si pensi: il treno da Bologna arriva a Bari in circa quattro ore, poi un autobus diretto a Alberobello o una breve corsa in auto. Per girare la zona il mezzo più comodo resta l’auto a noleggio; le strade sono tortuose ma ben segnalate, e permette di fermarsi spontaneamente in piccoli agriturismi fuori dal percorso turistico.
Il budget si colloca nella fascia medio: una notte in B&B di charme costa intorno a cinquanta euro, i pasti in trattorie genuine oscillano tra i venti e i trenta euro a persona, e una degustazione di vini locali (Primitivo di Manduria, Negroamaro e Nero di Troia) richiede circa trenta euro per una bottiglia con accompagnamento. Con tre o quattro giorni di visita, il conto finale si aggira intorno ai trecento euro, più il costo del carburante e del parcheggio.
Cosa non perdere? I trulli di Alberobello, soprattutto quelli illuminati al tramonto, ma anche il piccolo borgo di Martina Franca con il suo barocco elegante. Una sosta obbligatoria è la cantina familiare di Cisternino che offre una visita guidata dei vigneti e una degustazione di olio extravergine con pane di farro fatto in casa. Un’altra perla è il mercato settimanale di Locorotondo, dove si trovano fichi freschi, formaggi di pecora e il famoso “ciceri e tria” preparato al momento.
Da evitare, invece, sono i ristoranti sul lungomare di Ostuni che, pur avendo una vista spettacolare, spesso propongono menù gonfiati per i turisti. Anche qualche trullo trasformato in boutique hotel può risultare caro e poco autentico, con camere più piccole di quanto suggerito dalle foto online.
Un aspetto negativo è la presenza di code lunghe nei più famosi punti di degustazione durante i weekend di Pasqua; chi vuole assaporare il vino senza attese dovrebbe prenotare in anticipo o scegliere giorni feriali. Un consiglio pratico, non presente nelle guide turistiche, è quello di portare una borraccia riutilizzabile per riempirla d’acqua potabile nei pressi dei frutteti: così si risparmia qualche euro e si ha la possibilità di assaggiare direttamente le fragole appena raccolte, un vero regalo di primavera.