Il Giappone nascosto: templi, onsen e cibo da strada
Il Giappone nascosto si scopre andando in zone fuori rotta, visitando templi meno noti, immergendosi in onsen tradizionali e facendo ciibo da strada. La primavera, soprattutto aprile e maggio, è il periodo ideale: le ciliegie stanno finendo ma il caldo non è ancora opprimente e le folle sono più gestibili. Il volo più economico parte da Bologna con scalo a Istanbul o Doha, poi si atterra a Osaka o a Tokyo; da lì la rete JR con un Japan Rail Pass medio‑budget permette di spostarsi velocemente verso Koyasan, Kurama o la penisola di Noto. Per gli spostamenti urbani il IC card (Suica o Pasmo) è indispensabile, mentre per le zone rurali vale il bus locale, spesso più puntuale dei treni.
Per un itinerario soddisfacente servono circa dieci‑dodici giorni: tre a Koyasan per i templi, due a Kurama per gli onsen, tre a Osaka per il ciibo da strada e due in zona costiera per i mercati di pesce. Il budget si colloca nella fascia medio: un ostello a 30 €, pasti di strada 5‑10 € al giorno, onsen pubblici 8 €, pass ferroviario 250 € per due settimane. Se si vuole un po’ di lusso, una notte in ryokan con onsen privato sale rapidamente a caro, ma non è indispensabile.
Cosa non perdere: il tempio di Okunoin a Koyasan all’alba, l’onsen di Kinosaki con le sue sette strutture storiche, gli takoyaki e okonomiyaki di Dotonbori, e il mercato di Nishiki per assaggiare le sfoglie di tempura. Da evitare: i ristoranti “tourist” nei pressi di Shinjuku che gonfiano i prezzi e le souvenir shop che vendono solo gadget inutili. Una delusione comune è il Wi‑Fi pubblico poco affidabile nelle zone di montagna, perciò è meglio scaricare mappe offline prima di partire.
Un consiglio che raramente compare nelle guide: prenotare il bus notturno da Osaka a Kinosaki con 24 h di anticipo usando l’app locale “JR Bus”. Il bus parte dal binario 3, è meno costoso del treno e ti regala una notte di sonno senza dover spendere per un ostello extra. Inoltre, porta una piccola bottiglia di sapone: molti onsen richiedono di lavarsi prima e le docce pubbliche non hanno sapone a disposizione. Questo piccolo trucco evita sguardi imbarazzati e ti fa sentire più a proprio agio.