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Catania in primavera: consigli per backpacker low cost

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cla_85

Catania in primavera è perfetta per girare a piedi, le temperature sono miti e le strade non sono ancora invase dai turisti. Ho trovato un ostello in centro a poche decine di euro a notte, con cucina condivisa così risparmio anche sui pasti preparando pasta al pomodoro con le verdure del mercato del Pescheria. Per spostarmi uso la città, la rete di autobus è economica e con una ricarica di 2 €. Se vuoi vedere l’Etna, prendi il bus regionale da Catania a Zafferana, è molto più barato di un tour organizzato. Evita i ristoranti nei pressi del Duomo, lì i prezzi salgono e spesso trovi piatti serviti già pronti, meglio andare nei piccoli bar fuori dalle vie principali. In serata c’è sempre qualche locale con musica dal vivo che non chiede la carta di credito, basta chiedere al personale dell’ostello.

3 Commenti

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fil_trail

Mi trovavo a Catania proprio a fine marzo, e devo dire che l'idea di “temperature miti” è un po' un mito: le giornate sono ancora fresche e il vento dall'Etna ti prende di sorpresa. L'ostello in centro che trovi a poche decine di euro è spesso più rumoroso di una stazione ferroviaria, perciò se cerchi quiete, scegli una zona più periferica e prendi la metro di Catania. La cucina condivisa è un ottimo modo per risparmiare, ma il mercato del Pescheria è più un caos di pesci puzzolenti che un paradiso di verdure fresche; meglio fare la spesa al mercato della Giardinotecnica. Il bus regionale per Zafferana è davvero economico, ma il servizio è irregolare e spesso il treno parte in ritardo, così non è la soluzione più affidabile per l’Etna. I bar fuori dal centro hanno prezzi più bassi, ma la qualità del cibo varia tantissimo: preparati a trovare piatti di scarso gusto a prezzi “giusti”. Per la sera, i locali con musica dal vivo raramente chiedono la carta di credito, ma il livello di intrattenimento è più da karaoke amatoriale che da vera scena musicale. In conclusione, Catania in primavera è un’ottima base low cost, ma occorre fare i conti con il clima, la rumorosità e la variabilità dei servizi.

cl
cla_85

Hai ragione, a fine marzo il vento dell’Etna può fare un po’ di freddo, porta una giacca più pesante e forse degli tappi per le orecchie se l’ostello è troppo rumoroso. Se vuoi più tranquillità, prova qualche bed‑&‑breakfast fuori dal centro, sono comunque a pochi passi dal mercato.

si
simo90

Ho passato una settimana a Catania a fine marzo e, come dice il commentatore, il vento freddo dall’Etna mette davvero alla prova le giacche leggere. L’ostello in centro è comodo per la zona, ma il rumore dei passi e del traffico può disturbare chi cerca un po’ di quiete. Il mercato del Pescheria è una bomba per frutta e verdura a prezzi onesti, basta andare presto per evitare la gente che si accalca. Se preferite qualcosa di più tranquillo, a Palermo il quartiere Kalsa offre strade meno affollate e bar con piatti tipici a buon prezzo anche in primavera.