Vicoli di Catania: street food, arte e tramonti primaverili
I vicoli di Catania offrono un mix irresistibile di street food, arte e tramonti primaverili.
Il budget è decisamente economico: una pizza a portafoglio, una birra artigianale e qualche souvenir di ceramica non superano i 20 €, mentre una cena in una trattoria di zona sale a circa 35 €. Arrivare è semplice: dal terminal ferroviario di Bologna prendo il treno verso Napoli e poi il Frecciargento diretto a Catania; l’alternativa più veloce è volare da Bologna a Catania con un volo low‑cost e prendere l’autobus urbano fino al centro storico. Una volta nella città, i vicoli sono così stretti che andare a piedi è quasi obbligatorio, ma noleggiare una bici pieghevole permette di coprire più distanza senza perdersi nei flussi di scooter.
Per vivere l’esperienza senza fretta servono almeno due pomeriggi: uno per assaporare le specialità di strada (arancini, cannoli, granita al limone) e un altro per girare tra le gallerie d’arte contemporanea e attendere il tramonto sul porto. Il punto debole è l’odore pungente di gasolio che si sente nelle serate più fredde, soprattutto nei vicoli più bui dove il traffico di motorini è intenso.
Un trucco che non trovi nelle guide è quello di fermarsi al mercato del pesce alle 18:00, quando i pescivendoli mettono fuori le arancine al pistacchio appena fritte, accompagnate da una spruzzata di limone. È un piccolo angolo di paradiso culinario, poco frequentato dai turisti perché la zona non è segnalata sui percorsi classici.