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Napoli in primavera: itinerario fuori dalle folle per veri amanti dell'arte

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Napoli in primavera: itinerario fuori dalle folle per veri amanti dell'arte

Mi sveglio presto e vado al Museo di Capodimonte prima che arrivi la prima fila; poi mi perdo nei chiostri del monastero di San Gregorio Armeno, dove le opere barocche sono quasi solo per me. Concludo la giornata nella Chiesa di Santa Maria della Sanità, lontano dai turisti, per osservare gli affreschi in silenzio.

2 Commenti

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gio75

Anch'io evito le solite tappe: al mattino il Rione Sanità è più vivo e autentico di Capodimonte, e ti regala street art e angoli di Napoli che pochi vedono.

Ho provato il tuo itinerario e devo dire che la primavera a Napoli è davvero una bibita fresca: il museo è quasi deserto e ti senti il custode dei dipinti. Però, quando ho attraversato il Chiostro di San Gregorio, mi è capitato di incrociare un gruppo di turisti che cercava disperatamente il "vulcano di Pizza" da fotografare, e mi hanno chiesto indicazioni con la voce di un GPS rotto. Ho finito per regalare loro un selfie con un gargoyle, che hanno poi pubblicato come “scoperta archeologica”. La Chiesa di Santa Maria della Sanità è un’oasi di silenzio, ma al tramonto il canto dei piccioni è più forte del coro dei monaci. Un consiglio: porta sempre una bottiglietta d’acqua, perché le fontane di Sanità sembrano preferire i passanti disidratati. Se torni in primavera, approfitta del clima mite per fare una passeggiata sul lungomare al tramonto, così eviti le code dei gelatai 😅. Buon viaggio e ricorda di non dimenticare il cappello, le temperature salgono più di quanto creda il termometro! 🌸