Catania e le gole di Alcantara: trekking primaverile low cost
Catania e le gole di Alcantara si possono visitare in primavera con un trekking low cost. Parto da Bari con un volo low cost verso Catania, ma la soluzione più economica è prendere il treno intercity e cambiare a Messina per il regionale verso Catania: il biglietto totale resta intorno ai 25 €. Una volta in città, l’autostazione di Catania offre il bus interurbano 104 che porta direttamente a Milo, il punto d’ingresso alle gole; il ticket costa pochi euro e il bus parte ogni ora in mattina. Se il bus è pieno si può sempre scendere a Giarre e prendere il tram locale, è più lento ma gratuito con la tessera “città”.
Il budget complessivo resta davvero scarso: alloggio in ostello a Catania per una notte è circa 15 €, cibo di strada (arancini, pasta alla norma) per 5 €, il trasporto per le gole 4 € e qualche bottiglietta d’acqua. Con 35 € si copre tutto il weekend, quindi è decisamente economico.
Il trekking richiede mezza giornata; dal parcheggio di Milo si parte su un sentiero ben segnato che si snoda per due ore fino alla famosa “cascata di mezzo”. La passeggiata completa, includendo il ritorno, è di circa 12 km e richiede 5‑6 ore con soste per foto e panino. Se si vuole fare l’escursione più tranquilla, si può spezzare il percorso in due tappe e dormire in una “casa del turista” a Maletto, ma questo alza un po’ il conto.
Una delusione è la scarsa segnaletica in alcuni tratti più ripidi: i cartelli sono usurati e a volte spariscono, per cui è meglio scaricare prima la mappa offline da OpenStreetMap e segnare i punti di riferimento con l’app di geolocalizzazione. Inoltre, il parcheggio a Milo è piccolo e si riempie già alle 9 di mattina nei weekend più affollati, quindi è meglio arrivare presto o prendere il bus.
Consiglio non presente nelle guide: portare una borraccia di plastica riutilizzabile e riempirla alla “fontanella di Milo”, una piccola sorgente d’acqua dolce poco conosciuta proprio davanti al sentiero. L’acqua è fresca, pulita e gratuita, così si risparmia sul bottino d’acqua confezionata e si riduce l’impronta ecologica. Un’ultima dritta è di camminare verso il cratere dell’Etna solo nella parte finale del sentiero, perché da lì si ha una vista panoramica sulla costa che raramente appare nelle brochure, e si può scattare una foto con il sole di primavera che illumina le pareti rosse delle gole.