Quali angoli segreti di Noto visitare in primavera?
Gli angoli segreti di Noto da non perdere in primavera sono il Giardino di Villa Foti, la Via dei Coralli, il Convento di San Francesco con la sua cantina sotterranea e il belvedere poco conosciuto sul Pian dell’Acqua.
Io parto da Bologna in treno fino a Roma, poi prendo un volo per Catania; dall’aeroporto è comodo il collegamento in treno regionale fino a Noto, oppure un autobus diretto. Se si preferisce l’autonomia, la strada in auto percorre la A1 e poi la A19, con soste panoramiche lungo la costa. Una volta in città, tutti gli luoghi menzionati si raggiungono a piedi o con una bicicletta a noleggio; per il Piano dell’Acqua è utile un piccolo scooter, dato che la strada è sterrata.
Il budget varia: per un’esperienza economica basta un ostello nel centro storico, pasti di street food e l’uso della bicicletta, con una spesa giornaliera intorno ai 40‑50 euro; per un livello medio si può optare per un B&B di charme, due pranzi in trattorie tipiche e qualche ingresso a musei, arrivando a 80‑100 euro al giorno; per chi vuole fare il più caro, una camera in hotel boutique con colazione vista barocco e una cena degustazione di vini locali porta il conto a oltre 150 euro giornalieri.
Per assaporare tutti questi angoli è consigliato dedicare due o tre giorni interi: il primo per il centro barocco e la Via dei Coralli, il secondo per Villa Foti e la cantina, il terzo per il belvedere sul Pian dell’Acqua, magari con il sole al tramonto.
Una delusione da tenere a mente è la limitata apertura della cantina del convento: è chiusa il lunedì e nei giorni di festività religiose, quindi è fondamentale verificare gli orari prima di programmare la visita. Inoltre, la Via dei Coralli risulta più affollata nei weekend di Pasqua, perdendo parte della tranquillità che la rende speciale.
Un consiglio che non compare nelle guide è quello di arrivare a Villa Foti all’alba, quando il profumo di gelsomino e arancio riempie l’aria e gli uccelli cantano tra le pergole; in quel momento il giardino appare quasi deserto, offrendo un’atmosfera intima perfetta per foto e meditazione. Inoltre, durante la visita serale alla cantina, chiedere una degustazione privata del vino prodotto con le uve della zona permette di scoprire un blend riservato ai monaci, qualcosa che raramente viene offerto ai turisti.