Islanda: road‑trip di 7 giorni tra ghiacci, geyser e villaggi
Un road‑trip di 7 giorni in Islanda è fattibile e permette di toccare i principali ghiacci, geyser e villaggi in maniera bilanciata. La primavera, in particolare maggio, è il periodo ideale: le giornate sono lunghe, le strade costiere sono già libere dalla neve e le folle dell’estate non hanno ancora invaso le attrazioni più famose.
Per arrivare, l’aeroporto di Keflavík è l’unica porta d’accesso internazionale; da Bologna è possibile trovare voli diretti con una singola scalo in una hub nordica, con un tempo di viaggio complessivo di circa otto ore. Una volta atterrati, il noleggio di un 4×4 è quasi obbligatorio se si vuole avventurarsi sui F‑road verso la zona del Vatnajökull; per la costa sud‑ovest un veicolo con cambio automatico e pneumatici estivi è sufficiente.
Il budget varia notevolmente: con ostelli, cucina autonoma e un’auto noleggiata si può contenere la spesa intorno ai 1 200 € per persona (economico); scegliendo guesthouse di medio livello, alcune escursioni guidate e pasti in ristoranti locali il costo sale a circa 1 800 € (medio); per un’esperienza “caro” con boutique hotel, tour in elicottero e ristoranti stellati la cifra supera i 2 800 €.
Le tappe imprescindibili includono la laguna glaciale di Jökulsárlón, il geyser Strokkur nel Parco Geotermico di Geysir e i villaggi di Vík e Seyðisfjörður, dove le case di legno colorate offrono un’atmosfera autentica. Da non perdere è il sentiero meno battuto verso la cascata Svartifoss, nascosta tra colonne di basalto, raggiungibile con una breve camminata dal parcheggio del Skaftafell.
Una delusione comune è la saturazione del Circolo d’Oro: anche a maggio le code per la cascata Gullfoss e il parco di Þingvellir possono allungare i tempi di visita, rendendo necessario partire molto presto al mattino.
Un consiglio poco citato nelle guide consiste nel prenotare una notte in una fattoria rurale vicino al lago Mývatn; gli agricoltori offrono colazioni a base di prodotti locali e, soprattutto, la possibilità di osservare le luci del crepuscolo senza l’inquinamento luminoso delle località turistiche.
In sintesi, una settimana è il tempo minimo per coprire la costa sud‑ovest e l’entroterra orientale senza correre, ma la pianificazione di tappe più lunghe richiede una flessibilità sul ritmo di viaggio e una buona dose di pazienza per le eventuali imprevisti meteorologici.