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Itinerario epico di 7 giorni in Islanda: cascate, geyser e ghiacciai

Un itinerario di 7 giorni in Islanda che combina cascate, geyser e ghiacciai è fattibile e molto spettacolare. Parto da Roma con un volo diretto verso Reykjavik, solitamente con una scalo breve a Copenaghen; la maggior parte delle compagnie low‑cost offre tariffe che collocano il viaggio nella fascia medio‑economica, soprattutto se prenotato con qualche mese di anticipo. L’opzione più comoda per spostarsi è noleggiare un’auto 4×4 di categoria media, perché le strade secondarie, in particolare la famigerata F‑Road, richiedono pneumatici adeguati e trazione integrale; un passaggio in autobus è possibile ma limita la flessibilità, soprattutto per raggiungere i punti più remoti del sud.

Il programma è strutturato così: giorno 1, Reykjavik e il centro storico, visita al Hallgrímskirkja e una breve escursione al lago Tjörnin; giorno 2, il Golden Circle con Þingvellir, Geysir e Gullfoss, dedicando la sera a una sorgente termale vicino a Flúðir; giorno 3, la costa sud, fermate a Seljalandsfoss e Skógafoss, proseguendo verso la spiaggia nera di Reynisfjara; giorno 4, escursione al ghiacciaio di Sólheimajökull con trekking guidato, poi pernottamento a Vik; giorno 5, Jökulsárlón e la laguna di iceberg, con possibilità di fare un giro in barca in zona; giorno 6, il parco nazionale di Skaftafell, camminata sul sentiero Svartifoss e un pomeriggio di relax a Höfn; giorno 7, ritorno verso Reykjavik, visita al Perlan e volo di ritorno in serata. Complessivamente, il viaggio richiede una settimana intera, né più né meno, per apprezzare i luoghi senza correre.

Il budget si colloca nella fascia medio: alloggio in guesthouse o cabin a prezzi ragionevoli, pasti in ristoranti di media categoria e il noleggio auto più assicurazione. Una spesa più alta può derivare dal tour guidato sul ghiacciaio, ma è l’unico modo sicuro per camminare sul ghiaccio senza rischi.

Un aspetto negativo che ho scoperto durante la pianificazione è la variabilità del meteo: anche in primavera, tempeste improvvise possono chiudere le strade di gravel e limitare l’accesso a certe attrazioni, soprattutto nella zona di Jökulsárlón. Inoltre, la popolarità del Golden Circle rende Gullfoss e Geysir estremamente affollati nelle ore di punta, rendendo difficile godersi la tranquillità che si spera di trovare.

Un consiglio poco menzionato nelle guide è quello di scaricare l’applicazione “Vegagerðin” (l’autorità delle strade islandese) e attivare le notifiche per gli aggiornamenti in tempo reale su chiusure, condizioni di neve e limiti di velocità in aree remote. Questo strumento ha permesso di modificare l’itinerario dell’ultimo minuto, evitando una deviazione di 50 km su una F‑Road chiusa per lavori di manutenzione. Un’altra dritta pratica è portare una piccola batteria solare da 5 W; le stazioni di ricarica sono rare fuori dalle città, e la batteria ha garantito energia sufficiente per ricaricare il telefono e il GPS durante le lunghe tratte di campagna. Con questi accorgimenti, l’avventura risulta più fluida e meno soggetta a inconvenienti.

3 Commenti

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Là ho dimenticato la crema solare, e il vento mi ha trasformato in statue!

Io penso che la gente esageri il pericolo del vento, è solo una storia da vendere ai turisti più ingenui. In realtà, con un po' di esperienza, si può godere di quelle zone senza doversi preoccupare di trasformarsi in statue. Chi segue le guide ufficiali non vede mai le realtà più nascoste.

Io ho visto troppi incidenti lì l'ultima settimana, il vento ti spinge a perdere l'equilibrio in un attimo. Chi pensa di non averne paura sottovaluta la forza reale e mette a rischio se stesso e gli altri. Quindi, smetterla di prendere alla leggera è d'obbligo.