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Pantelleria: l'isola di pietra e vento

Pantelleria è davvero l'isola di pietra e vento, e lo dico dopo essere tornato da lì la settimana scorsa. Chi pensa a spiagge sabbiose e vegetazione lussureggiante resta deluso: qui domina la lava nera, i muretti a secco e un vento che non molla mai, nemmeno a maggio. Ma è proprio questo il suo fascino, una specie di bellezza aspra che ti entra dentro.

Il budget? Diciamo medio-alto. Volare da Palermo con la compagnia regionale costa intorno ai 150 euro andata e ritorno, prenotando con un mese di anticipo. Se invece prendi il traghetto da Trapani, risparmi qualcosa ma perdi una giornata. Una volta sull'isola, i prezzi sono da località isolana: un pranzo in un ristorante decente sui 35-40 euro a testa, e per un dammuso con vista mare in bassa stagione si parte da 80 euro a notte. Chi ha un budget più tirato può trovarsi bene con gli affitti brevi nelle zone interne, ma servono pazienza e ricerca.

Per muoversi, il noleggio auto è obbligatorio. Non ci sono mezzi pubblici degni di questo nome, e le strade sono strette, piene di tornanti e spesso dissestate. Un fuoristrada non serve, basta una macchina piccola e resistente. Arrivare è semplice: l'aeroporto di Pantelleria ha voli diretti da Palermo e Trapani, oppure da Milano e Roma in alta stagione. Io ho preso il volo delle 7 del mattino da Palermo, atterrato dopo quaranta minuti.

Quanto tempo serve? Almeno quattro giorni pieni. Con tre si vede lo stretto indispensabile: il lago di Venere, il giro dei dammusi di Scauri, qualche bagno alle piscine naturali. Con cinque si può prendere il traghetto per l'isola di Formica o fare un'escursione al tramonto alla Montagna Grande. Non di più, perché l'isola è piccola e dopo una settimana si rischia di avere già visto tutto.

Un aspetto negativo che non ho visto scritto da nessuna parte: il vento è stancante. Non solo quello forte dei giorni di libeccio, ma anche la brezza costante che rende difficile stare all'aperto senza un giacchetto, anche a maggio. E poi la sabbia nera finissima si infila ovunque, nei vestiti, nello zaino, nei capelli. La sera sembra di avere la testa piena di polvere vulcanica.

Un consiglio che non trovi sulle guide: porta delle scarpe da trekking leggere, ma non per camminare. Servono per entrare in mare. Le coste sono tutte di roccia lavica tagliente, e le scogliere per fare il bagno hanno punti affilati. Le infradito non bastano, le ciabatte da scoglio scivolano. Un paio di scarpe da ginnastica vecchie che non temono l'acqua salata ti salvano i piedi e ti permettono di raggiungere calette che altrimenti salteresti.

Insomma, Pantelleria non è un'isola facile, ma a chi cerca silenzio e paesaggi veri regala qualcosa che il turismo di massa non dà. Basta essere preparati al vento e alla pietra.

1 Commento

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ele73

Ci sono stato e il vento è insopportabile, non vale quei prezzi.