La profezia del Pandino a Pantelleria
C’era una volta, sull’isola ventosa di Pantelleria, un episodio che ancora oggi ricordo con un misto di divertimento e incredulità.
Il protagonista era Angelus Almanzus, uomo noto a tutti noi per la sua calma olimpica, quasi imperturbabile in ogni circostanza. Eppure, proprio quel giorno, il destino volle metterlo alla prova. Alla guida di un valoroso ma malconcio Pandino — un’automobile che già di per sé sembrava aver vissuto più vite di un gatto — percorrevamo le strade dell’isola tra curve, vento e risate.
Accanto a lui sedeva Gionchir, il quale, con spirito goliardico, aveva preso la discutibile abitudine di tirare il freno a mano durante la marcia. Un gesto che, dopo ripetuti tentativi, riuscì persino nell’impresa quasi impossibile di far perdere la pazienza ad Angelus. E così, per un raro istante, anche l’uomo più pacato che io conosca si lasciò andare a una vivace protesta.
Fu allora che Gionchir, con aria solenne e quasi profetica, pronunciò parole destinate a rimanere nella memoria: predisse che quell’automobile non avrebbe avuto vita lunga.
La sorte, si sa, ama l’ironia. E infatti non passò molto tempo prima che la profezia trovasse compimento: il povero Pandino, già provato dagli anni e dalle avventure, cedette definitivamente… fondendo il motore.
Così si concluse quella memorabile giornata a Pantelleria: con una profezia avverata, un motore fuso e una storia che, ancora oggi, continua a farci sorridere.