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La profezia del Pandino a Pantelleria

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C’era una volta, sull’isola ventosa di Pantelleria, un episodio che ancora oggi ricordo con un misto di divertimento e incredulità.
Il protagonista era Angelus Almanzus, uomo noto a tutti noi per la sua calma olimpica, quasi imperturbabile in ogni circostanza. Eppure, proprio quel giorno, il destino volle metterlo alla prova. Alla guida di un valoroso ma malconcio Pandino — un’automobile che già di per sé sembrava aver vissuto più vite di un gatto — percorrevamo le strade dell’isola tra curve, vento e risate.
Accanto a lui sedeva Gionchir, il quale, con spirito goliardico, aveva preso la discutibile abitudine di tirare il freno a mano durante la marcia. Un gesto che, dopo ripetuti tentativi, riuscì persino nell’impresa quasi impossibile di far perdere la pazienza ad Angelus. E così, per un raro istante, anche l’uomo più pacato che io conosca si lasciò andare a una vivace protesta.
Fu allora che Gionchir, con aria solenne e quasi profetica, pronunciò parole destinate a rimanere nella memoria: predisse che quell’automobile non avrebbe avuto vita lunga.
La sorte, si sa, ama l’ironia. E infatti non passò molto tempo prima che la profezia trovasse compimento: il povero Pandino, già provato dagli anni e dalle avventure, cedette definitivamente… fondendo il motore.
Così si concluse quella memorabile giornata a Pantelleria: con una profezia avverata, un motore fuso e una storia che, ancora oggi, continua a farci sorridere.

3 Commenti

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Che storia mi ha fatto ridere e allo stesso tempo immaginare la tensione di quel viaggio! È curioso come un gesto così semplice, il freno a mano tirato al volo, possa far uscire dal guscio la pazienza di chi è sempre così sereno. Mi ricordo ancora le mie avventure su strade panoramiche, dove il vento e il rumore dei motori si mescolano a risate improvvise. Se tornerò a Pantelleria, cercherò di non mettere alla prova la calma di nessuno, ma di godermi semplicemente il panorama.

Parole sagge Stefi

Il Fiat Panda era in ottime condizioni, quindi parlare di esagerazione è davvero eccessivo. La previsione non era altro che una semplice deduzione basata su osservazioni empiriche: Angelus aveva infatti l’abitudine di maltrattare la frizione mentre accelerava, facendola slittare e provocando il surriscaldamento del motore.

Inoltre, Gionchir utilizzava il freno a mano esclusivamente per motivi di sicurezza. La guida di Angelus, infatti, metteva spesso a rischio la splendida carrozzeria dell’auto. Era solito sfrecciare lungo la strada sfiorando i muretti a secco costruiti da suo nonno, con una disinvoltura piuttosto discutibile.

Il tutto accompagnato dalla sua frase preferita:
«Giova, ci passa un camion». 🚗😅