Genova: caruggi, pesto e un mare che sa di avventura
Genova per me è esattamente questo: caruggi stretti dove perdersi, il profumo del pesto che esce da ogni finestra e un mare che, appena lo vedi, ti fa venir voglia di salpare. Sono stato lì a metà aprile, in piena primavera, e il clima era perfetto: fresco la mattina, tiepido al pomeriggio, senza l'afa estiva. Il periodo migliore è tra aprile e giugno, oppure settembre-ottobre, quando si evitano le folle e il caldo opprimente. Da Firenze ho preso il treno regionale, circa due ore e mezza, con un biglietto di andata e ritorno intorno ai 30 euro. In città ho usato i mezzi pubblici: un biglietto singolo costa 1,50 euro, ma conviene il carnet da dieci corse. Per visitare il centro storico e il Porto Antico si gira benissimo a piedi, anche se le salite sono impegnative.
Il budget è medio: una cena in trattoria con un piatto di trofie al pesto e un bicchiere di vino locale può costare 25-30 euro a testa, mentre un pasto veloce in una focacceria si trova a 10 euro. Per l'alloggio, ho speso 80 euro a notte in un B&B nei vicoli, ma in alta stagione si può arrivare a 120. Tre giorni bastano per un primo assaggio: un giorno per l'acquario e il Porto Antico, un altro per il centro storico e la Lanterna, il terzo per una gita a Boccadasse o Nervi.
Cosa non perdere: l'acquario è famoso ma merita le code, soprattutto la vasca degli squali. I caruggi sono un labirinto meraviglioso, con botteghe di artigiani e odori di basilico. Da evitare invece i ristoranti in piazza delle Erbe: troppo turistici e cibo mediocre. Un aspetto negativo è il traffico: le strade sono caotiche e trovare parcheggio è un incubo, meglio lasciare la macchina fuori.
Un consiglio che ho trovato utile: cercare il pesto al Mercato Orientale, in via XX Settembre. Lì un signore anziano vende barattoli fatti a mano con basilico di Prà, è un sapore che non si trova nei supermercati. Portatevi un paio di scarpe comode e una giacca a vento, perché il vento di mare è imprevedibile anche in primavera.