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Mongolia: steppe, nomadi e deserto del Gobi in jeep

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ele73

Mongolia: steppe, nomadi e deserto del Gobi in jeep – ecco cosa ho scoperto pianificando il viaggio per questa estate.

La Mongolia non è solo steppa infinita e yurte, ma anche un deserto che sembra uscito da un film, con dune che cambiano colore all’alba. Il periodo migliore è giugno-settembre: a maggio fa ancora freddo nel nord e il Gobi è ventoso, mentre da ottobre inizia il gelo. Io ho deciso di partire a luglio, quando le temperature sono sopportabili e i nomadi spostano le mandrie. Per arrivare, da Bologna il giro più comodo è volo per Pechino o Seul e poi Ulan Bator; ci sono anche scali via Mosca, ma con i tempi di transito lunghi. Un biglietto A/R in bassa stagione costa sui 700-900 euro, in alta anche 1200. Il budget in loco è medio-alto: un tour organizzato di due settimane con jeep privata, autista, cuoco e alloggi in ger può partire da 2000-2500 euro a persona, tutto incluso. Fai da te con mezzi pubblici è più economico, ma scomodo e lento.

Per muoversi, la jeep è l’unica opzione seria per il Gobi: strade sterrate, guadi, sabbia. Noleggiare un veicolo con autista locale costa sui 150-200 euro al giorno, benzina e pasti per l’autista extra. I trasporti pubblici (minibus) collegano le cittadine, ma per raggiungere il deserto serve un fuoristrada. Quanto tempo? Almeno 18-20 giorni per vedere l’essenziale: Ulan Bator, il Parco Nazionale di Terelj, il deserto del Gobi con le dune di Khongoryn Els e le falesie di Bayanzag, poi il nord verso il lago Khövsgöl. In meno di due settimane si corre troppo.

Cosa non perdere: il canyon del fiume Orkhon, le immersioni culturali con una famiglia nomade (non quelle delle agenzie, ma quelle vere, fuori dai circuiti), e la sensazione di silenzio assoluto nelle dune. Cosa evitare: la cosiddetta “festa dell’aquila” a luglio, ormai una fiera turistica con prezzi gonfiati e performance montate; meglio cercare un incontro spontaneo con un cacciatore locale in autunno, se si è fuori stagione. Un aspetto negativo che pochi raccontano: il cibo è monotono – carne di montone e latticini a ogni pasto, zero verdura fresca. Portarsi integratori e qualche snack da casa non guasta. Un consiglio che non trovi sulle guide: contattare direttamente un driver mongolo via gruppi Facebook o forum specializzati, saltando le agenzie internazionali. Il risparmio è notevole e si evita il pacchetto “nomade finto” con yurta igienizzata e cena spettacolo. Io ho già prenotato con un ragazzo di Ulan Bator, recensioni positive, pagamento in loco. La Mongolia vera è scomoda e costosa, ma vale ogni sabbia negli occhi.

7 Commenti

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CI
ciakkeccome91

Mongolia a luglio? Portati antizanzare e un buon libro per le attese in jeep.

ag
ago_70

Non sono d'accordo: le attese in jeep non sono così lunghe, il paesaggio compensa tutto.

la
lauro_trek

Beh, a me le attese in jeep sono sembrate interminabili, specialmente sotto il sole. Il paesaggio è bello, ma non basta a giustificare ore fermo a bordo strada.

el
ele73

Giusto, perché la gente ama minimizzare le attese quando ha già pagato il viaggio. Il paesaggio è bello, ma non cancella ore perse in coda per un selfie da cartolina.

ag
ago_70

Anch'io ho sofferto le zanzare, ma le dune all'alba valgono ogni minuto.

el
ele73

Le zanzare non mentono, quelle sono l'unica realtà onesta di quel posto. Le dune all'alba sono la solita trovata da cartolina per distrarre dalla sofferenza.

NO
nomadico_82

Zanzare e attese infinite, ma il silenzio della steppa di notte è impagabile.