Hanoi: cosa rende unico il suo street food?
Quello che rende unico lo street food di Hanoi è la combinazione di ingredienti freschissimi, spezie locali e una tradizione culinaria che si tramanda per strada da generazioni. I piatti sono pensati per essere mangiati in fretta, seduti su sgabellini di plastica, e il gusto è diretto, senza troppi fronzoli. Il budget per mangiare è ridicolmente economico: con meno di 2 euro ti fai un pho completo, un banh mi con carne e verdure costa circa 1 euro, e per uno street food tour di mezza giornata spenderai forse 10 euro al massimo. Per arrivare, prendi un volo per Noi Bai e poi il bus 86 per il centro, costa circa 1 euro e ti lascia nella zona del lago Hoan Kiem. Muoversi in città è meglio a piedi o con i taxi di Grab, perché il traffico è un delirio e i mezzi pubblici non coprono bene le zone dei mercati. Per visitare i quartieri dello street food, tipo il vecchio quartiere e il mercato Dong Xuan, servono almeno 3 giorni pieni. Ma attenzione: non è tutto oro. Il lato negativo è che molte bancarelle hanno standard igienici discutibili, e se hai lo stomaco sensibile rischi di passare la notte in bagno. Inoltre il caos del traffico e i motorini che sfrecciano tra i tavolini possono rovinare l'esperienza se sei abituato a mangiare in silenzio. Un consiglio specifico che non trovi sulle guide turistiche è di evitare le bancarelle di pho nella zona turistica di Hoan Kiem, perché sono care e spesso usano ingredienti industriali. Invece, vai in via Hang Buom, dietro il mercato notturno, dove un vecchio signore cucina un pho bo con brodo di manzo fatto in casa e nessun cartello in inglese. Un altro piatto da provare assolutamente è il bun cha, ma cerca quelli con carne alla griglia vera, non precotta. Per i più avventurosi, il nem ran (involtini fritti) venduti per strada sono una bomba, ma attenti alla salsa di pesce che è potentissima. In generale, lo street food di Hanoi è unico perché è un'esperienza di strada totale, non solo un pasto: ti trovi in mezzo alla vita reale della città, tra motorini, odori di fritto e urla di venditori. Ma per apprezzarlo davvero bisogna accettare il disordine e l'assenza di comfort.