Kanazawa: giardini, samurai e artigianato d'oro
Kanazawa è una città giapponese che merita un viaggio solo per i suoi giardini, l’eredità dei samurai e l’artigianato dell’oro, ma non aspettatevi la frenesia di Tokyo o Kyoto.
Il periodo migliore per visitarla è la primavera, come adesso a maggio, quando i giardini sono nel pieno del verde e le temperature sono miti. L’autunno è altrettanto bello, ma evitate l’alta stagione dei ciliegi in fiore ad aprile se non volete trovare code ovunque. Da Bologna si arriva con un volo per Tokyo, meglio atterrare a Narita o Haneda, poi prendere lo shinkansen diretto per Kanazawa: circa due ore e mezza di treno, con un costo sui 14.000 yen a tratta. In città ci si muove a piedi o con gli autobus circolari, molto comodi e frequenti.
Il budget è medio: una camera in un business hotel costa intorno alle 8.000-12.000 yen a notte, mentre un pasto in un ristorante tipico si aggira sui 2.000-3.000 yen. Per un’esperienza più lussuosa si può spendere il doppio, ma non è necessario per godersi la città. Per visitare le attrazioni principali servono almeno tre giorni, quattro se si vuole andare con calma.
Cosa non perdere: il giardino Kenrokuen è maestoso, ma andateci all’alba per avere un po’ di pace. Il quartiere dei samurai, Nagamachi, con le sue stradine e le case restaurate, regala un’atmosfera senza tempo. E poi l’oro: non lasciatevi sfuggire il laboratorio Kanazawa Yasue Gold Leaf, dove si vede come si batte l’oro in foglie sottilissime, e magari comprate un piccolo souvenir. Il mercato di Omicho è un tripudio di sapori, ma costoso per frutti di mare freschi.
Un aspetto negativo: il castello di Kanazawa è una ricostruzione moderna, parecchio deludente rispetto ad altri castelli giapponesi più autentici. Il mio consiglio specifico, che non trovate sulle guide, è di esplorare il quartiere di Teramachi, la zona dei templi a ovest della città: lì c’è un’atmosfera silenziosa e raccolta, e un piccolo caffè nascosto tra le stradine che serve il miglior matcha della zona. Evitate invece di programmare una gita al villaggio di Shirakawa-go senza prenotare in anticipo l’autobus: è gettonatissimo e i posti volano via.