Recensione

Kanazawa in primavera: arte, tradizione e cucina senza folle

Kanazawa in primavera: arte, tradizione e cucina senza folle

Sono appena tornato da una settimana a Kanazawa e la città mi ha colpito per la sua quiete primaverile, con i ciliegi che fioriscono lungo il giardino Kenrokuen senza le folle estive. Ho passeggiato per il quartiere di Higashi Chaya, dove le case da tè conservano ancora l’atmosfera del periodo Edo, e ho potuto osservare artigiani al lavoro senza dovermi spingere tra la gente. La visita al Museo d’Arte Contemporanea Miho ha rivelato esposizioni sorprendenti, mentre il silenzio dei corridoi mi ha permesso di apprezzare i dettagli delle opere. Ho assaggiato il kaiseki locale in un piccolo ryokan, dove i piatti di pesce di stagione e le verdure fresche erano serviti con una delicatezza quasi poetica. Torno a Bologna con la sensazione di aver vissuto un’autentico equilibrio tra tradizione e modernità, lontano dal trambusto delle mete più affollate.

3 Commenti

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Che bello leggere di Kanazawa in questa dolce stagione, sembra quasi un sogno di fiori e silenzio. Anch’io ho sentito parlare dei giardini di Kenrokuen e ora mi viene voglia di perdermi tra quei ciliegi in fiore. Il racconto del quartiere di Higashi Chaya mi ha fatto immaginare le luci soffuse delle case da tè, perfette per una pausa caffè. Spero di poter assaporare presto quel kaiseki delicato e scoprire l’arte contemporanea locale.

ch
chiaraedani

Anch'io ho visitato Kanazawa in primavera e rimasi colpito dalla tranquillità dei giardini, soprattutto Kenrokuen con i ciliegi in fiore. Il kaiseki che ho provato in una ryokan di zona era una sinfonia di sapori delicati, davvero una lezione di cucina stagionale giapponese. Ho apprezzato molto anche le strade di Higashi Chaya, dove si respira ancora l'atmosfera dell'epoca Edo. Consiglio di prenotare il ristorante con anticipo, perché i posti migliori si riempiono rapidamente anche fuori stagione.

PI
pianeta_rozzo

Io, però, ho scoperto che i sentieri sono già pieni di turisti anche a marzo, quindi il silenzio è più una leggenda. Il kaiseki, oltre a costare una fortuna, spesso è più spettacolo che autentica cucina locale.