Naoshima: arte contemporanea tra mare e natura
Naoshima è un'isola dove arte contemporanea, mare e natura si fondono in un'esperienza unica, ma serve organizzarsi bene per non perdersi nulla. Ho in programma un itinerario di tre giorni per la prossima primavera, e condivido qui la mia pianificazione. Budget medio: tra traghetti, ingressi ai musei, bicicletta a noleggio e pasti, spendo circa 350 euro a persona (voli esclusi). Per arrivare: volo per Okayama o Takamatsu, poi traghetto per Miyanoura (circa 20 minuti da Takamatsu, 50 da Okayama). Sull'isola ci si muove in bicicletta o con i bus navetta. Tre giorni sono il minimo per vedere le opere principali senza correre.
Giorno 1: arrivo a Miyanoura, ritiro bici e visita al Chichu Art Museum. Prenotazione obbligatoria con largo anticipo, perché i biglietti volano. Le installazioni di Monet, Turrell e De Maria sono pensate per la luce naturale, quindi l'orario migliore è metà mattina o tardo pomeriggio. Dopo pranzo (poche opzioni, meglio portarsi qualcosa), pedalata verso il Benesse House Museum, che chiude alle 17. La sera cena al ristorante dell'hotel Benesse, caro ma buono. Un aspetto negativo: la folla. Anche a maggio ci sono code, e il silenzio contemplativo che promettono le brochure è spesso interrotto da gruppi turistici.
Giorno 2: intera giornata dedicata all'Art House Project nel villaggio di Honmura. Sei case antiche trasformate in installazioni site-specific. Il consiglio che non trovi sulle guide: inizia alle 8 del mattino, quando aprono, e visita prima la casa di James Turrell (Minamidera) – la fila si forma subito. Porta un taccuino per annotare le sensazioni, perché vietato fotografare. Nel pomeriggio, sali al Lee Ufan Museum, piccolo ma intenso. Cena al ristorante di Honmura, unico posto aperto fino alle 19. Delusione: la spiaggia di Tsutsujiso è carina ma niente di speciale, meglio concentrarsi sull'arte.
Giorno 3: mattina libera per il Museo d'Arte di Naoshima (quello con la zucca gialla di Yayoi Kusama all'aperto). Arrivo presto per evitare la ressa. Se il tempo lo permette, un giro in bici fino alla costa sud, dove ci sono installazioni sparse. Partenza nel pomeriggio con il traghetto per Takamatsu. Un'altra nota negativa: i ristoranti chiudono presto e la sera l'isola è deserta, quindi meglio cenare prima delle 19 o portare snack. In sintesi, Naoshima merita, ma richiede pazienza e pianificazione.