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Alcantara: gole di basalto e acque gelide

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Alcantara è esattamente quello che il titolo promette: gole di basalto e acque gelide, niente di più, niente di meno. Nessun filtro, nessuna esagerazione. Ci sono stato a maggio, nella prima metà del mese, e l'acqua era fredda come previsto, ma il basalto nero, levigato dall'erosione, è impressionante.

Il periodo migliore per vederle senza calca è appunto primavera, tra aprile e maggio, oppure settembre. D'estate il parco è un girone dantesco di ombrelloni e grida, ma l'acqua resta gelida comunque, quindi non c'è vero vantaggio. In inverno le gole sono spesso chiuse per piene improvvise, meglio evitare. Budget: direi medio. L'ingresso al Parco Botanico e Gole dell'Alcantara costa sui 13 euro a persona, più 5-6 euro di parcheggio se si arriva in auto. Per chi non ha mezzi, da Catania o Taormina ci sono bus navetta nelle ore di punta, ma occhio agli orari: l'ultimo rientro è presto, intorno alle 17. Se si ha la macchina, meglio, perché si può gestire la tempistica.

Per arrivare, da Taormina si prende la SS114 verso sud fino a Giardini Naxos, poi si segue per Francavilla di Sicilia. Il parcheggio del parco è segnalato, ma un po' nascosto: c'è un cartello marrone spelacchiato che molti ignorano. Muoversi all'interno è semplice, a piedi. Il tempo necessario per una visita completa, con sosta e passeggiata nel letto del fiume, è di circa due ore e mezza. Tre se si fa anche il sentiero botanico sopra.

Cosa non perdere: camminare lungo il letto del fiume con gli stivali di gomma che danno a noleggio (10 euro circa). Le pareti di basalto colonnare, alte decine di metri, sono impressionanti. L'acqua non è balneabile, ma si può stare fino alle ginocchia. Cosa evitare: assolutamente i sandali infradito o scarpe da ginnastica senza grip. Il fondo scivola, l'acqua è fredda, e le guide turistiche dicono di portare scarpe da scoglio, ma la verità è che gli stivali di gomma sono l'unica opzione sensata. Non noleggiarli è un errore che si paga caro.

Un aspetto negativo: la delusione più grossa è la gestione commerciale dell'ingresso. Sembra di pagare per un parco divertimenti, con tanto di foto obbligatorie al banco dei souvenir. La natura è bellissima, ma il pacchetto è un po' triste, con le mamme che spingono passeggini su passerelle di cemento. Il consiglio che non si trova sulle guide: invece di scendere subito alle gole, prendere il sentiero a sinistra dell'ingresso, quello che sale verso il bordo del canyon. Da lì si vede la gola dall'alto, con una prospettiva che gli operatori turistici non pubblicizzano perché non porta soldi. È un punto panoramico libero, con il basalto che sembra un organo a canne di pietra. Pochi lo sanno, e vale il prezzo del biglietto da solo.

1 Commento

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gi
gioerena

Tredici euro più parcheggio per un torrente? Non ne vale la pena.