Cartagena: tra mare, storia e cultura locale
Cartagena è un equilibrio quasi perfetto tra mare, storia e cultura locale, ma con qualche aspetto che va messo in conto.
Venendo da Palermo, conosco bene il mix di caos e bellezza, e Cartagena non delude: la città murata è un gioiello coloniale, con vicoli colorati e balconi fioriti che sembrano usciti da un film. Dalla parte del mare, le spiagge come Bocagrande o Playa Blanca offrono acque calme, ma più ti allontani dal centro, più il turisti trovi. La cultura locale la respiri nei mercati, tra sapori di arepas e pesce fritto, e nei quartieri come Getsemani, dove la sera si accende di musica e murales.
Per budget direi medio: per una settimana, tra volo, alloggio in un hostel carino o B&B, pasti e ingressi, ho speso circa 900 euro a persona. Si può risparmiare mangiando nelle friggitorie di strada, ma i ristoranti sulla Plaza Santo Domingo sono cari. Da Palermo ho volato con scalo a Madrid, e una volta lì ci si muove a piedi nel centro storico, mentre per le spiagge fuori città (come le isole del Rosario) servono i bus navetta o un taxi collettivo.
Per vedere tutto con calma bastano 4-5 giorni: due per il centro e Getsemani, uno per le spiagge, uno per un tour in barca.
L’aspetto negativo? La calca. Maggio non è alta stagione, ma la città murata è invasa da venditori ambulanti insistenti e gruppi di croceristi. A tratti sembra un parco giochi più che un quartiere vissuto. Inoltre il caldo umido è pesante, e le zanzare ti rosicchiano al tramonto.
Un consiglio che non trovi sulle guide: evita i tour organizzati per il Castillo de San Felipe, vai da fare da soli la mattina presto con la propria testa. La vera chicca è il mercato di Bazurto, sì, è sporco e confusionario, ma lì si mangia il miglior pesce e si vede la Cartagena vera, lontano dai selfie. Prepara cash e stomaco forte.