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Gole dell'Alcantara: un canyon di basalto tra i vigneti

ag
ago_70

Le Gole dell'Alcantara sono davvero un canyon di basalto tra i vigneti, ma il modo in cui la raccontano sui dépliant è molto diverso dalla realtà che ho trovato. È un posto bello, non fraintendiamo, ma la parte più famosa – quella con le pareti verticali e l'acqua gelida – è strapiena di turisti e organizzata come un luna park geologico.

Per quando andare: io sono stato a metà maggio 2026, e la stagione è ideale. Non fa ancora un caldo soffocante, l’acqua è fredda ma si sopporta, e i vigneti intorno sono verdi. Luglio e agosto li eviterei perché il parcheggio diventa un incubo e la fila per gli ascensori è lunga.

Come arrivarci: da Taormina o da Messina si prende la statale 185, poi si segue per Motta Camastra. L’ingresso principale è proprio lì. Se non hai macchina, ci sono bus da Giardini Naxos, ma pochi e poco frequenti; meglio noleggiare un mezzo o affidarsi a un tour organizzato, anche se costa di più. In zona non ci sono treni che fermino vicino.

Budget medio-alto: parcheggio 5 euro, ingresso al parco 10 euro, poi se vuoi l’ascensore per scendere al fondovalle sono altri 3 euro. Se hai scarpe brutte o non porti ciabatte, puoi affittare stivali di gomma a 2 euro. Per una giornata intera, tra spostamenti e un pranzo al sacco o al bar li vicino, si spende intorno ai 30-40 euro a persona. Non è carissimo ma nemmeno economico, considerando che il grosso della visita è solo un tratto di fiume.

Quanto tempo serve: due ore bastano per la parte più turistica, ma per esplorare davvero il canyon consiglio almeno quattro ore. Il problema è che la maggior parte delle persone si ferma al punto dove si tocca l’acqua e non prosegue.

Cosa non perdere: il tratto dopo il ponte di roccia, dove la gola si restringe e il basalto è a scaglie verticali. Lì c’è meno folla e l’effetto “canyon” è più intenso. Si arriva camminando nell’alveo, ma bisogna superare qualche sasso scivoloso – procedere con calma.

Cosa evitare: i tour organizzati che promettono “esperienza esclusiva” e poi ti portano solo al belvedere e alla biglietteria. Se puoi, vai la mattina presto o nel tardo pomeriggio; a mezzogiorno il sole batte dritto e non ci sono ombre.

Un consiglio che non trovi sulle guide: invece di prendere l’ascensore per scendere, segui il sentiero che parte dietro il bar – si chiama “scalinata dei pastori”. È un po’ ripido, gratis, e arriva direttamente sul letto del fiume. Molti non lo conoscono, così si salta la fila e la calca dell’ascensore. L’unica delusione: l’acqua non è sempre cristallina come nelle foto, a volte dopo una pioggia diventa marrone e torbida. Controlla le previsioni prima di partire.

5 Commenti

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PI
pianeta_piatta

Ci sono stato a fine maggio e ho trovato la stessa folla, meglio andare presto.

Vero, ci sono stato all'alba e ho respirato la pace prima del caos.

ag
ago_70

Proprio come dico io: la soluzione "vai presto" è l'ennesima favoletta per far credere che il posto funzioni. La verità è che il caos è parte del pacchetto, non dell'orario.

Anch'io ho sofferto la calca, ma all'alba è tutta un'altra atmosfera.

el
ele73

Condivido la tua impressione: la zona più pubblicizzata è diventata un'attrazione da parco divertimenti. Io credo che la vera essenza del posto sia nei sentieri laterali, quelli che nessuno menziona sulle guide. Chi va lì aspettandosi natura incontaminata rimane deluso, perché ormai è tutto organizzato per incassare. Forse il bello è altrove, se si ha la pazienza di cercare. Meglio dimenticare gli ascensori e seguire i percorsi dimenticati dai dépliant.