Porto Cervo: il lusso della Costa Smeralda
Porto Cervo è lusso allo stato puro, non c'è altra parola per descriverlo. Ho passato un weekend lungo a maggio 2026 e ho voluto vederla con i miei occhi, nonostante i pregiudizi. Ecco il mio itinerario per chi ha pazienza e portafoglio.
Giorno 1: arrivo e primo impatto. Sono atterrato a Olbia con un volo da Milano, ho preso un'auto a noleggio (obbligatoria, qui i taxi costano come un affitto). Ho guidato fino a Porto Cervo in circa 40 minuti, niente traffico a maggio. Ho alloggiato al Cervo Hotel, appena fuori dalla Piazzetta. La camera con vista sul golfo è stata una scelta azzeccata: 600 euro a notte, ma in bassa stagione. Il pomeriggio l'ho passato a camminare tra le boutique e i locali della Piazzetta. L'atmosfera è curata, quasi plastica, ma il tramonto sul porto è uno spettacolo. Cena al ristorante Il Pescatore: ottimo pesce crudo, conto da 150 euro a persona.
Giorno 2: mare e sfarzo. Ho dedicato la mattina alla spiaggia del Principe, 15 minuti di auto. Sabbia bianca e acqua trasparente, ma devo dire che l'accesso è diventato una trafila burocratica: serve un permesso online anche in prenotazione, io l'avevo fatto due settimane prima. Nel pomeriggio ho visitato la chiesa di Stella Maris, poco pubblicizzata ma con un bel mosaico. La sera ho provato il ristorante Spinnaker, giudizio misto: vista spettacolare, cibo buono ma non stratosferico, conto da 200 euro. Il lato negativo: i prezzi sono sproporzionati rispetto alla qualità, si paga il marchio. Un consiglio raro: per una cena più autentica, salite al vecchio borgo di San Pantaleo, a 20 minuti di auto, lì i ristoranti sono meno finti.
Giorno 3: arte e relax. Ho visitato la Fondazione Luigi Rovati al mattino? No, scherzo: ho noleggiato una barca a motore per un giro delle calette, 350 euro per mezza giornata. Sosta a Cala di Volpe, bella ma invasa da superyacht. Ho pranzato a bordo con prodotti comprati al supermercato di Porto Cervo, risparmiando. Il pomeriggio l'ho passato al golf club, se non giocate evitatelo, il campo è bello ma l'ambiente è snob. Per muoversi, l'auto è indispensabile: i parcheggi sono a pagamento e cari, 5 euro all'ora.
Budgetto complessivo: alto. Per tre giorni, volo, auto, hotel, pasti e attività, ho speso circa 3.200 euro a persona. Se volete risparmiare, venite in settembre e dormite a Olbia o Arzachena. Porto Cervo è bella ma non per tutti i palati: il lusso è vero, ma la genuinità latita. Tempo necessario: tre giorni pieni bastano, quattro se volete giornate lente. Un dispiacere? La Piazzetta di sera sembra un set cinematografico, tutto troppo patinato.