Islanda: tra ghiacciai e cascate, un viaggio nella natura selvaggia
Islanda: tra ghiacciai e cascate, un viaggio nella natura selvaggia - sì, è esattamente quello che promette, ma è anche molto di più, e molto di meno, a seconda di come lo si affronta. Ho finalmente deciso di scrivere questo post dopo essere tornato da poco, a metà maggio 2026, e la primavera islandese è un'esperienza totale, quasi violenta nella sua bellezza cruda. Per chi come me è partito da Bologna, il primo scoglio è il budget: diciamo medio-alto, non economico. Un volo diretto da Milano o Roma con vettori low cost si trova intorno ai 200-300 euro a tratta se si prenota con mesi di anticipo, ma una volta lì tutto costa. Un piatto di zuppa in un bar di Reykjavik può essere 15 euro, un pieno di benzina ti fa piangere. Muoversi è obbligatorio il noleggio auto, meglio 4x4 se si vuole andare sugli altipiani, ma per la Ring Road una normale va bene. I mezzi pubblici sono quasi inesistenti fuori dalla capitale. Per vedere il minimo indispensabile servono almeno dieci giorni, girando tutto il cerchio della Ring Road senza fermate troppo lunghe. Io ne ho messi tredici e ho fatto in tempo a farmi anche la penisola di Snæfellsnes.
Ora, l'aspetto negativo che mi ha deluso: la folla. Anche a maggio, nei punti più iconici come Gullfoss o Seljalandsfoss, il parcheggio sembra un supermercato la domenica. Turisti, gruppi organizzati, selfie stick ovunque. Il paradosso è che la natura è immensa, ma i sentieri sono stretti e i punti panoramici diventano imbuti. Un consiglio che non troverete su nessuna guida: evitate i posti segnati come "must see" all'ora di pranzo. Andate al tramonto, verso le 23 di maggio, quando la luce è dorata e la maggior parte dei bus turistici è già tornata in albergo. Ma attenzione: le zanzare e i moscerini sono un incubo nelle zone lacustri, portate reti antizanzare anche se fa fresco. No, non è un viaggio comodo, ma per chi cerca quella sensazione di essere sospesi tra ghiaccio e acqua che cade, vale ogni euro e ogni ora di guida sotto la pioggia.