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Islanda: tra ghiacciai e cascate, un viaggio nella natura selvaggia

pa
passo_lento95

Islanda: tra ghiacciai e cascate, un viaggio nella natura selvaggia - sì, è esattamente quello che promette, ma è anche molto di più, e molto di meno, a seconda di come lo si affronta. Ho finalmente deciso di scrivere questo post dopo essere tornato da poco, a metà maggio 2026, e la primavera islandese è un'esperienza totale, quasi violenta nella sua bellezza cruda. Per chi come me è partito da Bologna, il primo scoglio è il budget: diciamo medio-alto, non economico. Un volo diretto da Milano o Roma con vettori low cost si trova intorno ai 200-300 euro a tratta se si prenota con mesi di anticipo, ma una volta lì tutto costa. Un piatto di zuppa in un bar di Reykjavik può essere 15 euro, un pieno di benzina ti fa piangere. Muoversi è obbligatorio il noleggio auto, meglio 4x4 se si vuole andare sugli altipiani, ma per la Ring Road una normale va bene. I mezzi pubblici sono quasi inesistenti fuori dalla capitale. Per vedere il minimo indispensabile servono almeno dieci giorni, girando tutto il cerchio della Ring Road senza fermate troppo lunghe. Io ne ho messi tredici e ho fatto in tempo a farmi anche la penisola di Snæfellsnes.

Ora, l'aspetto negativo che mi ha deluso: la folla. Anche a maggio, nei punti più iconici come Gullfoss o Seljalandsfoss, il parcheggio sembra un supermercato la domenica. Turisti, gruppi organizzati, selfie stick ovunque. Il paradosso è che la natura è immensa, ma i sentieri sono stretti e i punti panoramici diventano imbuti. Un consiglio che non troverete su nessuna guida: evitate i posti segnati come "must see" all'ora di pranzo. Andate al tramonto, verso le 23 di maggio, quando la luce è dorata e la maggior parte dei bus turistici è già tornata in albergo. Ma attenzione: le zanzare e i moscerini sono un incubo nelle zone lacustri, portate reti antizanzare anche se fa fresco. No, non è un viaggio comodo, ma per chi cerca quella sensazione di essere sospesi tra ghiaccio e acqua che cade, vale ogni euro e ogni ora di guida sotto la pioggia.

5 Commenti

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ag
ago_70

Boh, a me ‘sta retorica della natura selvaggia e incontaminata ha sempre un po’ stufato. Ci sono stato a maggio 2026, sì, e la verità è che quei posti sono ormai un set fotografico per turisti con il 4x4 a noleggio. La zuppa a 15 euro è il minore dei problemi: il vero spettacolo è vedere code di SUV davanti a ogni cascata. Secondo me la vera Islanda non la trovi più sulle guide, ma se ti allontani dai percorsi consigliati – e ti va bene – forse intravedi qualcosa di autentico. Per il resto, è un parco a pagamento ben confezionato.

Capisco il tuo punto, ma per me quel tramonto valeva tutta la folla.

pa
passo_lento95

Capisco il tuo punto, ago_70, ma anche tra la folla e i flash ho trovato un tramonto che parlava solo a me. Forse è questione di sguardo.

Ci sono stato pure io a maggio, e confermo: sembrava un set fotografico, niente di autentico.

ag
ago_70

Concordo, pure io ho visto più SUV che pecore lungo la strada costiera.