Sicilia: trekking sull'Etna tra crateri e colate laviche
Sicilia: trekking sull'Etna tra crateri e colate laviche
Se ti stai chiedendo se vale la pena fare un trekking sull'Etna, la risposta è sì, ma con alcune accortezze. L'ho messo in programma per questa primavera e sto cercando di organizzarmi da Bari. Ecco quello che ho capito finora.
Quando andare? Maggio e giugno sono i mesi migliori: non fa ancora troppo caldo, le giornate sono lunghe e la neve in alta quota si è sciolta abbastanza da permettere il percorso senza ghiaccio. Evita luglio e agosto perché il sole picchia forte e l'escursione diventa una sauna. In inverno serve attrezzatura da neve e non è per principianti.
Come arrivarci? Da Bari prendo un volo low cost per Catania, costa sui 40-50 euro a tratta se prenoti con anticipo. Dall'aeroporto un bus navetta per Catania centrale costa circa 5 euro. Da lì, per andare al Rifugio Sapienza (base per le escursioni) c'è un autobus dell'AST che parte dalla stazione centrale, biglietto 4 euro. In alternativa, noleggiare una macchina ti dà più libertà ma spenderai almeno 30 euro al giorno, più carburante.
Budget generale: direi medio. Conta sui 60-80 euro al giorno se dormi in ostello e mangi street food, ma con il trekking guidato sali. Il biglietto per la funivia (quota 2500 m) è 30 euro andata e ritorno. Se fai tutto a piedi risparmi ma ti stanchi di più.
Cosa non perdere: la vista dai crateri sommitali (se permesso) e la Valle del Bove. Ma il vero spettacolo sono le colate laviche del 2022-2023 (ancora visibili, nere e fumanti). C'è un sentiero che parte dal Rifugio Citelli che porta su una colata recente, poco frequentato e impressionante.
Cosa evitare: i tour organizzati che ti portano su e giù in jeep in due ore. Sono cari e non vedi niente. Meglio un'escursione di mezza giornata con guida alpina obbligatoria (costa sui 50 euro a testa) o farla da soli se ti senti esperto.
Tempo necessario: almeno due giorni pieni. Un giorno per la salita principale (da Rifugio Sapienza o da Piano Provenzana), l'altro per esplorare i crateri minori e i sentieri laterali. In fretta si fa anche in una giornata, ma meglio non avere fretta.
Un aspetto negativo: la delusione è quando arrivi in cima e trovi nebbia o vento forte che blocca tutto. Porta sempre un pile e una giacca a vento anche a maggio. Il meteo cambia in 10 minuti.
Consiglio specifico che non trovi sulle guide: porta una piccola torcia frontale. I sentieri dentro i crateri spenti (come il cratere Silvestri) hanno gallerie di lava buie, e la torcia ti fa vedere i colori delle pareti, rossi e arancioni ossidati. Da manuale. Inoltre, compra l'acqua a Catania: ai rifugi costa il doppio.
Insomma, l'Etna è un vulcano vivo, non una passeggiata. Ma se ti prepari bene, ti ripaga.