Marocco: le kasbah della Valle del Draa
Le kasbah della Valle del Draa non sono quello che le guide turistiche vogliono far credere. La maggior parte delle persone le dipinge come fortezze perfettamente conservate, quando in realtà molte sono in stato di abbandono o sono state ricostruite male per attirare turisti. Detto questo, il fascino crudele del paesaggio desertico e delle rovine vale comunque il viaggio, ma con aspettative realistiche.
Periodo migliore: primavera o autunno, evitando luglio e agosto perché il caldo è insopportabile e le mosche ti mangeranno vivo. Maggio è ideale, ma le serate sono ancora fresche: portare un pile è obbligatorio.
Come arrivare: da Marrakech si prende la strada N9 verso Ouarzazate, poi si prosegue per Agdz e Zagora. Il modo più sensato è noleggiare un’auto a Marrakech, perché i mezzi pubblici sono rari e ti lasciano a chilometri dalle kasbah. I taxi collettivi esistono ma sono una roulette.
Budget: medio. Conta circa 50-70 euro al giorno per una macchina a noleggio, carburante, pasti semplici e alloggi basici. Se vuoi dormire in un riad storico nella valle si arriva a 100-120 euro, ma spesso l’elettricità salta e l’acqua calda è un optional.
Cosa non perdere: la kasbah di Tamegroute, non per le ceramiche verdi che trovi ovunque, ma per il panorama dal tetto al tramonto. Anche la kasbah di Tamnougalt merita, ma solo all’alba quando non ci sono turisti.
Cosa evitare: la cosiddetta “kasbah restaurata” di Aït Ben Haddou, che è un set cinematografico pieno di negozi di tappeti e selfie stick. Non è nella Valle del Draa ma molti la infilano nello stesso itinerario ed è una trappola.
Consiglio non da guida: portati una torcia frontale e delle bottiglie d’acqua extra. La sera, nei villaggi, le strade non sono illuminate e l’acqua potabile scarseggia. Non fidarti dei cartelli “kasbah storica” scritti a mano: sono spesso case private che chiedono soldi per farti entrare in stanze vuote.
Servono almeno tre giorni pieni per vedere le kasbah principali senza correre, ma per una visita decente ne bastano quattro. Il vero problema è la frustrazione di pagare per vedere rovine trascurate, ma se accetti questo, la Valle del Draa regala una bellezza aspra che pochi posti sanno dare.