Portogallo: le isole Azzorre tra vulcani e lagune
Le Azzorre sono un arcipelago vulcanico con paesaggi incredibili, vere lagune dentro crateri e una natura che sembra fuori dal tempo. Chi si aspetta le spiagge del Portogallo continentale rimane spiazzato: qui la terra è verde, fumante, spesso coperta di nuvole. Il budget? Diciamo medio, ma con qualche accorgimento. I voli da maggio costano, anche con low cost, e una volta arrivate il noleggio auto è quasi obbligatorio per muoversi tra le isole. Spostarsi in traghetto tra São Miguel, Terceira e Pico offre una flessibilità che da sola vale il costo extra. Il noleggio non è carissimo, ma va prenotato con mesi di anticipo, altrimenti si rischia di rimanere a piedi. Per visitare almeno le due isole principali servono dai dieci ai quattordici giorni. Meno tempo significa vedere solo la punta dell’iceberg. Qualcosa di negativo? Il meteo. A maggio piove spesso, e le nuvole possono coprire la caldera del vulcano per giorni interi. Ho passato un pomeriggio intero alla Lagoa do Fogo senza vedere nulla, solo nebbia fitta. Programmare escursioni con flessibilità è fondamentale. Un consiglio che non troverete nelle guide: prenotare alberghi grossi fuori Ponta Delgada, nelle frazioni di São Miguel. Ristoranti locali con prezzi onesti e possibilità di dormire in agriturismi gestiti da famiglie. Li si mangia il cozido das Furnas cotto col calore geotermico, una roba che nei ristoranti turistici costa il doppio e ha meno sapore. Le serate sono lunghe, il sole tramonta tardi, e l’aria sa di zolfo e terra bagnata. Per muoversi tra un’isola e l’altra i voli interisola sono frequenti ma costosi, meglio valutare i traghetti che regalano panorami spettacolari. No, non è una meta per chi cerca il mare turchese. È per chi ha voglia di camminare tra le fumarole, scendere in crateri spenti e perdersi in boschi di cedri. Se si arriva con l’idea di una vacanza rilassante, meglio guardare altrove. Qui si deve avere un buon paio di scarpe e tanta pazienza con la pioggia. A fine maggio qualcuno ha avuto fortuna con il sole, ma io ho preferito la fotografia della nebbia, che dà un’atmosfera da altro pianeta.