Hiroshima: la fenice del Giappone tra memoria e rinascita?
Hiroshima è sì una fenice, ma una fenice che non ha dimenticato le sue ceneri: la domanda del titolo è quasi retorica, perché qui memoria e rinascita convivono in un equilibrio che tocca il cuore e la mente, senza mai scadere nel facile ottimismo.
Sono stato a Hiroshima la scorsa primavera, a maggio, e l'ho trovata una città che ti costringe a fermarti. Il Memorial Park, con la cupola di Genbaku e il Museo della Pace, è un percorso emotivo poderoso: non si esce asciutti dagli occhi. Ma poi, a pochi passi, il centro moderno, il Castello ricostruito, il Giardino Shukkeien: tutto parla di una città che ha scelto di vivere. Il contrasto è la sua vera anima.
Per il budget: direi medio. Si trovano ryokan tradizionali a prezzi onesti (50-70 euro a notte) e ristoranti di okonomiyaki, il piatto locale, per 10-15 euro a pasto. L'ingresso al museo costa circa 2 euro, quasi nulla. Ma le spese si alzano se si vuole dormire vicino al Parco o cenare in posti turistici.
Come arrivare e muoversi: da Tokyo il miglior modo è lo Shinkansen, circa 4 ore con il Nozomi (coperto dal Japan Rail Pass, ma attenzione: se si prende il pass, il Nozomi non è incluso, meglio il Hikari). Una volta in città, il tram è comodissimo: la linea 2 o 6 collegano la stazione al Parco della Pace in 15 minuti. Si può anche noleggiare una bicicletta, Hiroshima è pianeggiante e le piste ciclabili sono buone.
Quanto tempo serve: almeno due giorni pieni. Un giorno per il Memoriale, Miyajima (l'isola con il torii galleggiante) merita un'intera giornata, e un altro per visitare il Castello, il giardino e il quartiere di Nagarekawa per la sera. Tre giorni sono meglio per non avere fretta.
Un aspetto negativo? La zona intorno al Parco, la sera, è molto deserta. Dopo le 18 molti negozi chiudono, e la parte più viva (Nagarekawa) è a 20 minuti a piedi. Non è una città notturna, a parte pochi locali. E il Museo della Pace, per quanto necessario, può essere estenuante: tante scuole in gita, code, e una narrazione molto emotiva. Forse manca un po' di spazio per elaborare da soli.
Il consiglio che non trovi sulle guide: non limitarti al Memoriale. Prendi il tram fino a Ujina, il porto, e cammina lungo la costa verso il monte Futaba. Lì c'è un piccolo tempio, il Mitaki-dera, con tre cascate e un'atmosfera di silenzio che sembra sospesa. Pochissimi turisti, nessun cartello in inglese. È lì che ho sentito la vera rinascita: non nei monumenti, ma in un monaco che spazzava le foglie senza fretta.