Penang: paradiso culinario o trappola per turisti?
Penang è un autentico paradiso culinario, ma ha anche qualche trappola per turisti, e la differenza la fa dove e cosa si sceglie di mangiare. Ho visitato l'isola per la prima volta questa primavera, e il cibo di strada è davvero eccezionale: char koay teow, laksa assam, nasi kandar. Però alcuni ristoranti a Gurney Drive e nella zona di Batu Ferringhi servono porzioni piccole a prezzi gonfiati, roba da evitare. Il budget è medio-basso: un pasto completo allo street food costa tra 5 e 10 ringgit, mentre una cena seduti in un locale turistico può arrivare a 40-50 ringgit. Per arrivare, ho preso un volo da Milano con scalo a Kuala Lumpur (circa 12 ore totali) e poi un breve volo interno o il bus da KL Sentral fino a Penang (4 ore via autobus, comodo e economico). Una volta lì, il modo migliore per muoversi è Grab (il taxi locale via app) o il bus pubblico Rapid Penang, che copre bene l'isola ma è lento. Per visitare, direi che bastano 4-5 giorni, tre per assaggiare tutto a George Town e uno per le spiagge o il tempio Kek Lok Si. L'aspetto negativo più grande è la folla: alcune bancarelle famose come la char koay teow di Siam Road hanno code di oltre un'ora, e il caldo umido di maggio non aiuta. Un consiglio che non troverai sulle guide: vai al mercato notturno di Tanjung Bungah il mercoledì sera, lì ci sono piatti che non trovi nel centro storico, come il popiah basah (involtini freschi) e il cendol fatto a mano da una signora anziana che lo serve con ghiaccio tritato e latte di cocco genuino. Niente foto, solo sapori veri. In generale, Penang vale il viaggio, ma bisogna avere pazienza e non farsi incantare dai menù in inglese con foto patinate.