Thailandia: il sorriso è solo per i soldi?
Sì, e no. Il sorriso thailandese è un codice sociale, non una garanzia di simpatia. I thailandesi sorridono per educazione, per smussare conflitti, per fare affari. Certo, anche per i soldi. Ma ridurre tutto a un sorriso comprato è una cazzata da turista che non ha mai messo piede fuori da Khao San Road.
Budget medio per questa estate, considerando voli da Roma e sistemazioni decenti. Un viaggio di tre settimane tra nord e sud costa sui 1500-2000 euro a persona, voli esclusi. Si arriva con voli diretti Thai Airways o scali in Medio Oriente, da Roma Fiumicino. Muoversi in Thailandia è facile: treni notturni per risparmiare, bus VIP per le lunghe distanze, voli interni low cost per saltare da Chiang Mai a Krabi. I taxi a Bangkok sono una truffa se non si usa Grab.
Per visitare senza correre servono almeno tre settimane: una per Bangkok e dintorni, una per il nord (Chiang Mai, Pai, magari un trekking etico), una per le isole del sud (Koh Lanta o Koh Tao meglio di Phuket). Chi ha solo dieci giorni farebbe meglio a restare a casa o limitarsi a due zone.
La delusione più grossa? Il turismo di massa ha trasformato posti come Maya Bay in parchi a tema. E i prezzi sono triplicati rispetto a qualche anno fa. I templi sono belli, ma dopo il terzo wat ti scocci, ammettiamolo. Il cibo di strada è fantastico, ma in alcune aree turistiche è insipido e caro.
Un consiglio che non trovate sulle guide: evitate i ristoranti con menù in inglese sulle spiagge di Ao Nang o Patong. Cercate i locali senza insegna, dove mangiano i thailandesi, spesso vicino ai mercati. Lì il sorriso è genuino e il curry costa un terzo. E per gli scooter, non noleggiateli senza una patente internazionale valida: la polizia vi ferma e vi scucirà una multa, sorriso o no.