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Sarajevo tra storia e caffè: la Bosnia low cost

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lauro_trek

Se il titolo vi ha incuriosito, ecco la risposta: Sarajevo è davvero una destinazione low cost, ma non solo per il portafoglio. La città ti prende per la stratificazione di storia, il profumo del caffè bosniaco e un’atmosfera che mescola Oriente e Occidente senza forzature. Ho passato cinque giorni a giugno, appena arrivata l’estate, ed è il periodo ideale: temperature sui 30 gradi ma sopportabili, tanta luce fino a tardi e meno turisti rispetto a luglio o agosto. Evitate l’inverno se non vi piace il freddo umido e la nebbia.

Per arrivare ho preso un volo Ryanair da Bari, circa 50 euro andata e ritorno se si prenota con un mese di anticipo. Dall’aeroporto di Sarajevo un bus navetta costa 5 marchi (circa 2,50 euro) e ti lascia in centro. Muoversi in città è facile: i tram e gli autobus costano 1,80 marchi a corsa, ma a piedi si gira benissimo, il centro è compatto. Budget complessivo: economico. Con 25-30 euro al giorno si mangia bene (ćevapi, burek, caffè a 1 euro) e si dorme in ostelli decenti sotto i 15 euro. Per una stanza doppia in un appartamento privato si spende 40-50 euro.

Cosa non perdere: la Baščaršija, il vecchio bazar ottomano, con le stradine, le botteghe di rame e il Sebilj. Il tunnel della speranza, fuori città, è toccante ma meglio andarci con un taxi condiviso (si trova gente all’ostello). Il museo del genocidio di Sarajevo è duro ma necessario. La vista dalla fortezza gialla al tramonto è gratis e spettacolare. E poi il caffè: sedersi in un lokal come il Zlatna Ribica, ordinare una džezva e guardare la gente che passa è il vero viaggio.

Cosa evitare: i ristoranti troppo turistici intorno alla piazza principale, servono cibo scadente a prezzi gonfiati. Spostarsi di qualche vicolo laterale e si mangia meglio e a metà prezzo. Un aspetto negativo: il traffico è caotico e i marciapiedi a volte dissestati, non il massimo per chi ha problemi di mobilità. Inoltre, alcuni siti legati alla guerra sono gestiti in modo confusionario, con orari ballerini.

Un consiglio che non trovate sulle guide: portatevi una borraccia e riempitevi alle fontanelle pubbliche, l’acqua del rubinetto è ottima e risparmiate. Ma soprattutto, non abbiate fretta: Sarajevo va presa con calma, girando senza meta e fermandovi a parlare con la gente del posto. Quanto tempo serve? Almeno tre giorni pieni, quattro se volete fare una gita ai dintorni (tipo la cascata di Skakavac o il villaggio di Lukomir). Per me è stata una sorpresa, e il conto finale è stato bassissimo.

7 Commenti

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el
ele73

Sì, ma il low cost è una favola se parti da Bologna: Ryanair da qui costa il doppio e non vola tutti i giorni. Poi 30 gradi in città senza aria condizionata li chiami sopportabili? A me è sembrato un forno, e i mezzi pubblici sono un terno al lotto.

gi
gioerena

Scusa, ma 30 gradi sono sopportabili e i mezzi pubblici funzionano bene.

LU
luxso99

Il low cost è solo una scusa per viaggiare senza stile.

gi
gioerena

Lo stile non si compra col prezzo del biglietto, si vive. Preferisco viaggiare più spesso e con meno fronzoli che restare a casa a fare il figo con un volo business.

la
lauro_trek

Lo stile per me è vivere il viaggio, non spenderci sopra un patrimonio. Se per te stile significa soldi, allora siamo su due frequenze diverse.

CI
ciakkeccome91

Discutere sul low cost a 30 gradi è già un'avventura.

30 gradi senza aria condizionata sono insopportabili, non sopportabili.