Sardegna ad agosto: bellezza e caos, ne vale la pena?
No, non ne vale la pena se non si è disposti ad accettare compromessi. La Sardegna ad agosto è un paradosso: acque da cartolina e file da stadio. Il budget vola alto, tra voli interni e traghetti che sembrano prenotazioni per un concerto, alloggi che triplicano e ristoranti che applicano il sovrapprezzo stagione. Per arrivare meglio prenotare aerei con mesi di anticipo, altrimenti si finisce su traghetti notturni da Civitavecchia, risparmiando ma perdendo due giorni. Muoversi? Macchina a noleggio obbligatoria, ma il traffico sulla Carlo Felice è un incubo, con code chilometriche per entrare a Olbia. Per un assaggio servono almeno dieci giorni, ma la delusione arriva quando si scopre che la Costa Smeralda è un luna park per ricchi e la spiaggia della Pelosa sembra un condominio di ombrelloni. Un consiglio che non troverete sulle guide: cercate le spiagge del Sulcis, come Porto Pino, ma arrivateci all'alba, perché dopo le dieci il parcheggio è una guerra. Se si vuole l'isola vera, meglio spostarsi in autunno, quando il mare è ancora caldo e il caos svanisce.