Marocco: il deserto di Merzouga oltre le dune da cartolina
Il deserto di Merzouga è molto più delle foto patinate che si vedono online, e se si cerca l’esperienza autentica bisogna sapere dove guardare. La maggior parte dei turisti si ferma alle dune di Erg Chebbi, quelle che compaiono su Instagram, ma il vero fascino sta nei dettagli che nessuna guida ufficiale racconta. Per me, il periodo migliore è l’autunno o la primavera. L’estate è torrida, con temperature che superano i 45 gradi, ma a giugno si può ancora cavarsela se si evita il pieno sole. Meglio arrivare a ottobre, quando il caldo si attenua e le notti sono fresche. Per arrivare, da Marrakech si prende un bus notturno con Supratours o CTM, oppure un volo per Errachidia e poi un taxi collettivo. Da Fes la strada è più lunga, ma vale la pena per i paesaggi del Medio Atlante. Il budget è variabile: economico significa 40-60 euro al giorno, dormendo in tende semplici e mangiando tajine nei piccoli ristoranti. Medio si aggira sui 100-150 euro, con un tour organizzato e pernottamento in un riad con vista dune. Caro è oltre 200 euro, per resort di lusso con piscina e cene gourmet. Per visitare Merzouga servono almeno tre giorni, due sono troppo pochi per allontanarsi dalle dune principali. Cosa non perdere: l’alba sulle dune di Erg Chebbi, ma senza folla, cioè andando a piedi verso sud, dove il silenzio è totale. Il villaggio di Khamlia, con la musica gnawa e il tè alla menta, è un’esperienza autentica. Anche la gola di Todra, a un’ora di macchina, merita una deviazione. Cosa evitare: i tour che promettono “cene berbere sotto le stelle” con spettacoli folkloristici. Sono costosi e spesso kitsch. Un aspetto negativo è la pressione dei venditori ambulanti intorno alle dune più famose, insistente e a tratti fastidiosa. Meglio non portare molti contanti, perché si finisce per comprare cose inutili. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: non limitarsi a Merzouga, ma prendere un 4x4 e andare verso il confine algerino, nella zona di Taouz. Lì le dune sono più selvagge, quasi deserte, e si incontrano antichi ksar abbandonati. Inoltre, la visita al villaggio di Tamegroute per la ceramica verde è un’ottima alternativa, ma bisogna negoziare perché i prezzi sono gonfiati per i turisti. Il deserto non è solo cartolina, è un posto dove si suda, si mangia polvere e si dorme male, ma il silenzio della notte e il cielo stellato ripagano di tutto.