Domanda

Havana: auto d'epoca e rum, ancora autentica?

No, non è più autentica, è diventata un parco a tema gestito dai turisti per i turisti.

Havana ormai è un set cinematografico con le auto d'epoca che fanno da taxi sgasando a ogni semaforo per far contenti quelli con il cellulare alzato. Il rum lo vendono ovunque a prezzi che farebbero piangere un bartender cubano: una bottiglia di Havana Club 7 anni in centro costa quanto una cena a Milano. Budget medio-alto per non dormire in un buco senza aria condizionata, perché da giugno fa un caldo umido che toglie il respiro. Per arrivare il volo diretto esiste solo via Madrid o Parigi, e una volta lì ci si sposta a piedi o con i bici-taxi, meglio trattare il prezzo prima di salire perché i tassisti classici sparano cifre da capogiro per dieci minuti di tragitto. Per visitare la città bastano quattro o cinque giorni, ma dopo il terzo si nota un copia-incolla di bancarelle, ristoranti con menù tradotti male e musica salsa sparata a volume altissimo anche alle nove di mattina.

La delusione più grande? Il Malecón. Su Instagram sembra romantico, nella realtà puzza di gas di scarico e ratti morti tra le onde, e gli innamorati si contendono un metro di muretto libero dai venditori ambulanti. Un consiglio che non troverai su nessuna guida: vai al museo della cioccolata nella Old Havana, ma non per il cioccolato (che è scarso), bensì per parlare con la signora all'ingresso. Lei conosce tutti gli affittacamere privati che ancora affittano senza booking, paghi metà e mangi in cucina con la famiglia. E poi per carità, portati delle monetine: i bagni pubblici non esistono, solo quelli dei bar a pagamento gestiti da signore arcigne che ti guardano male se non lasci una mancia.

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