Giappone: tra templi e tecnologia, cosa resta della tradizione?
La tradizione in Giappone non è scomparsa, ma si è adattata in modo sorprendente, diventando parte integrante della vita quotidiana anche nei quartieri più ipertecnologici. Sono appena tornato da un viaggio di quindici giorni tra Tokyo, Kyoto e le zone rurali del Kansai, e quello che ho visto è una convivenza quasi organica: il silenzio di un tempio Zen a pochi passi da un grattacielo con schermi LED, o un monaco che usa un tablet per leggere i sutra durante una cerimonia. La domanda del titolo è giusta, ma la risposta è meno netta di quanto si pensi.
Per quanto riguarda il budget, direi medio-alto: un viaggio di questo tipo può costare tra i 3000 e i 5000 euro a persona, volo incluso, se si sceglie un mix di hotel economici e ryokan tradizionali. Si arriva con voli diretti da Roma o Milano per Tokyo o Osaka, poi il modo migliore per muoversi è il Japan Rail Pass, che va acquistato prima della partenza e copre gli shinkansen e la maggior parte dei treni. Per gli spostamenti urbani, una carta Suica o Pasmo ricaricabile è indispensabile. Il tempo minimo per un primo assaggio è di due settimane: una settimana tra Tokyo e dintorni (Nikko, Kamakura) e una settimana per Kyoto, Nara e magari un giorno a Osaka o Hiroshima. Di più sarebbe meglio, ma con questo ritmo si riesce a vedere l’essenziale.
Un aspetto negativo che mi ha colpito è l’affollamento: a giugno l’estate è già calda e umida, e luoghi come il Santuario di Fushimi Inari o il tempio Kinkaku-ji sono pieni di turisti fino a sera. La delusione più grande è stata l’area di Shibuya Crossing: sì, è iconica, ma l’esperienza è rovinata dalla folla e dai selfie stick. Se si cerca un momento di pace, meglio visitare templi minori come il Tofuku-ji a Kyoto, quasi deserto al mattino presto.
Un consiglio specifico che non troverete nelle guide: usate i "kōban" (i piccoli posti di polizia di quartiere) per chiedere indicazioni o aiuti pratici. Gli agenti parlano inglese base e spesso hanno mappe dettagliate della zona, ma soprattutto sono abituati ad aiutare i viaggiatori smarriti. Un’altra dritta: per un pasto economico e autentico, cercate i ristoranti di ramen con macchinetta emettitrice di ticket fuori dalle stazioni principali. Quelli in zone residenziali, come a nord di Shinjuku, offrono la stessa qualità a metà prezzo e senza code. La tradizione, insomma, non è solo nei templi: è anche in questi piccoli gesti quotidiani che sembrano immutati da decenni, anche se intorno tutto cambia.