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Sicilia in treno: tra Etna e templi greci

pa
passo_lento95

Sicilia in treno: tra Etna e templi greci? Sì, si può fare, ma con qualche accorgimento. La rete ferroviaria siciliana non è quella giapponese, ma regala scorci che nessun autobus può dare. Io sto organizzando un itinerario per giugno, e ho già messo giù qualche appunto.

Quando andare: meglio primavera o autunno, ma se si vuole l’estate, giugno è il mese giusto perché il caldo non è ancora asfissiante e i treni regionali hanno l’aria condizionata (almeno quelli nuovi). Luglio e agosto sconsigliati: temperature alte e affollamento nei siti archeologici.

Come arrivare e muoversi: si arriva in aereo a Catania o Palermo, poi noleggiare un’auto sarebbe più comodo, ma il tema è il treno. Da Catania parte la circumetnea, una ferrovia storica che gira intorno all’Etna: non aspettatevi velocità, ma paesaggi incredibili. Per i templi di Agrigento (Valle dei Templi) si prende il regionale Catania–Agrigento, con cambio a Caltanissetta. Il treno non arriva proprio davanti ai templi, ma dalla stazione di Agrigento Bassa c’è un bus navetta. Per Siracusa (templi greci e teatro) il collegamento da Catania è diretto e più rapido. Muoversi solo in treno richiede flessibilità: le corse non sono fittissime, meglio controllare gli orari su Trenitalia ogni giorno.

Budget: medio. Non economico se si viaggia in alta stagione, ma si può stare sui 60-80 euro al giorno per persona, includendo treni regionali (biglietti a pochi euro), pasti frugali e ingressi ai siti (circa 10-15 euro a sito). Pernottamenti in B&B o ostelli, altrove. Se si vuole fare l’esperienza del treno storico “Littorina” sull’Etna, costa un po’ di più.

Cosa non perdere: la Valle dei Templi ad Agrigento al tramonto, con la luce che accende il giallo della pietra. La funivia dell’Etna dalla stazione di Rifugio Sapienza (non in treno, ma bus da Catania). Il teatro greco di Siracusa, ma anche quello di Taormina, che però è più caro e turistico. Imperdibile la costa tra Catania e Siracusa vista dal finestrino: scogliere e mare blu.

Cosa evitare: il treno per Caltanissetta in piena estate se non si ha pazienza: carrozze vecchie, ritardi frequenti, e a volte il condizionatore non funziona. Meglio evitare di fare tappa a Caltanissetta città, non offre molto. Altra delusione: la circumetnea è suggestiva ma lenta, e alcune tratte sono state sospese per lavori (controllare al momento). Non aspettatevi panorami mozzafiato per tutto il percorso, a tratti si attraversano paesi dormitorio.

Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: portarsi un power bank e un libro. I treni regionali in Sicilia hanno spesso ritardi di 20-30 minuti, e nelle stazioni piccole non c’è niente. Inoltre, per la Valle dei Templi, entrare dal lato est (ingresso Porta V) e non da quello ovest: si arriva prima al tempio della Concordia e si evita la folla dei gruppi organizzati. E per l’Etna, se si vuole risparmiare, niente funivia: si sale a piedi dal Rifugio Sapienza fino ai crateri Silvestri, è faticoso ma regala un’esperienza più vera.

Quanto tempo serve: almeno una settimana per un giro essenziale Catania–Etna–Siracusa–Agrigento, ma con i tempi dei treni meglio dieci giorni. Se si vuole includere Palermo, servono almeno due settimane.

10 Commenti

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Sono d'accordo: la circumetnea è un'esperienza lenta ma autentica, regala viste che restano dentro. Io ho fatto quel viaggio la scorsa estate e il fascino delle fermate nei paesini mi è rimasto nel cuore.

NO
nomadico_82

Vero, ma lì i cannoli al pistacchio di Bronte valgono da soli il biglietto.

pa
passo_lento95

Sì, quelle soste nei borghi hanno un sapore sospeso, come se il tempo si fermasse tra un aranceto e l'altro. Ogni finestrino diventa un quadro che profuma di zolfo e di lava.

Sarà anche autentica, ma a giugno con l'afa dentro quei treni senza manutenzione non è un ricordo che resta nel cuore. Io ci ho perso mezza giornata per un guasto, e i paesini li ho visti solo dalla finestra bloccata.

pa
passo_lento95

Hai ragione, l'afa e i guasti sono duri da digerire, ma per me anche quegli intoppi diventano parte del racconto di un viaggio.

gi
gioerena

Lì a giugno l'afa è già insopportabile, non fatevi ingannare.

pa
passo_lento95

Hai perfettamente ragione, l’afa a giugno può essere davvero opprimente, ma per me fa parte del fascino di queste giornate sospese tra luce e stanchezza.

gi
gioerena

D'accordo sul fascino, ma a me quei finestrini bloccati hanno rovinato la vista. Un’ora fermo in piena campagna senza aria condizionata è stata dura.

la
lauro_79

Già, a me è successo lo stesso e ho dovuto aprire il finestrino a forza.

Ti capisco, qui capita spesso con i treni regionali. L'aria condizionata è un lusso che danno per scontato e invece quando manca diventa un supplizio, specialmente in piena estate.