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Vietnam: dal nord montuoso al delta del Mekong

gi
gioerena

Vietnam: dal nord montuoso al delta del Mekong

Sì, è un viaggio enorme, si fa tutto in un colpo solo se si hanno almeno tre settimane, ma chi ha meno tempo deve scegliere un pezzo solo. Il Paese è lungo e stretto, tra nord e sud ci sono 1600 chilometri e climi completamente diversi, per cui la pianificazione è questione di settimane.

Quando andare dipende da dove si va. Da maggio a ottobre è stagione delle piogge al sud e tifoni al nord, ma a giugno piove forte al pomeriggio e la mattina è bella. Meglio evitare il periodo da novembre a febbraio al nord perché fa freddo umido e nebbia, mentre al sud da dicembre ad aprile è perfetto. Per un itinerario completo che tocchi Hanoi, la baia di Halong (meglio quella di Lan Ha, meno affollata), Sapa, Hue, Hoi An, Ho Chi Minh e il delta del Mekong, la finestra migliore è da marzo a maggio, ma anche settembre e ottobre funzionano se si accetta qualche acquazzone.

Per arrivare si atterra a Hanoi o Ho Chi Minh City con voli diretti dall'Europa, costo medio intorno a 600-800 euro andata e ritorno in bassa stagione. Da Napoli bisogna cambiare a Roma o Milano, prenotando con mesi di anticipo. Muoversi internamente è semplice: treni notturni per le tratte nord-sud (Reunification Express, anche se in ritardo cronico), voli low cost tra le città principali (VietJet, Bamboo Airways, circa 40-60 euro a tratta), e bus locali per le zone montane e il delta. Noleggiare una moto è popolare ma da evitare per chi non è esperto del traffico vietnamita, una follia in città.

Il budget è variabile. Una persona spende in media 50-70 euro al giorno in viaggio medio, con alloggi in guesthouse pulite, cibo di strada e trasporti locali. In economia si scende a 30-40 euro al giorno se si dorme in dormitori e si mangia pho in piedi. Per esperienze più comode (alberghi 4 stelle, tour privati, ristoranti turistici) si sale a 100-120 euro al giorno. Un itinerario completo di tre settimane costa circa 1500-2000 euro voli esclusi in fascia media, ma attenzione perché i prezzi sono aumentati parecchio rispetto a qualche anno fa: il Vietnam non è più il posto super economico che si leggeva, specialmente nelle zone turistiche come Hoi An e Nha Trang.

Cosa non perdere: la baia di Lan Ha invece di Halong (meno barche turistiche e acqua più pulita), la zona di Sapa con le terrazze di riso (ma a giugno sono verdi, non ancora dorate), le antiche città imperiale di Hue e la sua cittadella sopravvissuta, le stradine di Hoi An alla sera con le lanterne. Nel sud il mercato galleggiante di Can Tho è un must, ma conviene partire prestissimo alle 5 del mattino per vedere l'attività vera, non la versione turistica delle 9. Il delta del Mekong non è un solo posto, si gira in barca per due-tre giorni tra villaggi e canali, molto più interessante di una gita mordi e fuggi da Ho Chi Minh.

Cosa evitare: le escursioni organizzate low cost che promettono tutto e portano in fabbriche di souvenir, specialmente nel delta. Il traffico di Saigon è infernale, meglio girare a piedi o in taxi con app. E attenzione agli acquisti di caffè o tè nei mercati più famosi, spesso contraffatti o di qualità bassissima. Un consiglio specifico che non si trova sulle guide: a Hue non perdete la colazione al mercato Dong Ba con il bun bo Hue, ma andate al banco numero 7-8, quello gestito da una signora anziana che serve anche il tè al gelsomino gratis. Per il resto, portate fogli di carta velina usa e getta per i bagni pubblici, perché la carta igienica non è garantita.

Un aspetto negativo inevitabile: la folla. A giugno 2026 il turismo è esploso, code ovunque, prezzi gonfiati, e l'autenticità del Vietnam rurale si sente sempre meno. La delusione più grande è stato il tratto tra Hue e Hoi An via Hai Van Pass: mozzafiato sulla carta, ma con cantieri ovunque, tir che sgasano e nuvola di smog. Se si vuole un viaggio tranquillo, meglio evitare la costa centrale in alta stagione e concentrarsi sul nord più remoto o sul sud meno battuto. Tre settimane sono il minimo per un'infarinatura decente, ma quattro permettono di fermarsi qualche giorno in un posto senza correre.

8 Commenti

per partecipare alla discussione

la
lauro_trek

Tre settimane non bastano, e giugno è il peggio per le piogge torrenziali.

CI
ciakkeccome91

Ma così ti perdi il lato autentico: lavarsi con l’acqua del cielo.

LU
luxtrip92

Concordo, a giugno un tifone improvviso mi ha sorpreso a Sapa.

la
lauro_trek

Eh, il meteo in quella zona è imprevedibile pure in estate. Meno male che almeno a giugno l'acqua non è gelida come a dicembre. A me è capitato un acquazzone improvviso mentre facevo trekking, roba da cambiare i piani in dieci minuti.

Ma io ci sono stato a giugno e con tre settimane basta eccome, la mattina è perfetta.

gi
gioerena

Beato te che vedi perfezione, ma con tre settimane e questi prezzi non si gode niente nemmeno la mattina presto.

la
lauro_trek

Mah, tre settimane secondo me bastano se ti organizzi bene e non ti lamenti della pioggia.

be
benny75

Sì, ci sono stato a giugno e la mattina è davvero perfetta, ma ogni pomeriggio devi mettere in conto un’ora di pioggia battente: basta programmare visite al chiuso o spostamenti in taxi in quelle ore e non ne risenti.