Indonesia: Sulawesi, tribù Toraja e barriere coralline
Sulawesi e tribù Toraja valgono la pena o è solo l'ennesima messinscena pagata profumatamente? La risposta è no, ma con un sacco di "ma", e se siete disposti a sopportare ore di trasporti dissestati e trattative infinite per ogni spostamento, allora forse riuscite a vedere qualcosa di vero. Il budget dev'essere medio-alto, non esiste economia qui: ogni traghetto o bus privato è una permuta, e i villaggi Toraja hanno tariffari turistici che ti svenano pure per vedere un morto tenuto in casa da tre mesi. Per arrivare da Bari a giugno (programmazione estiva) si vola via Singapore o Giacarta, niente voli diretti, sono circa 15-18 ore di scali, poi un altro volo interno per Makassar, e da lì ore di auto fino a Tana Toraja su strade che sembrano sentieri di capre. Per muoversi dentro Sulawesi l'unica è noleggiare un fuoristrada con autista, i minibus pubblici sono un incubo di ritardi e puzza di gasolio. Il tempo necessario è almeno tre settimane: una per la parte nord con i villaggi e i funerali (se becchi il periodo giusto, altrimenti vedi solo tombe vuote), una per la barriera corallina a Bunaken (bellina ma niente a confronto dei prezzi alle Maldive che spacciano per vergini), e una per spostamenti e imprevisti. L'aspetto negativo grosso è la delusione delle immersioni: vi vendono coralli incontaminati, ma già a giugno si vede lo sbiancamento e i pesci sono pochi, i centri diving fanno pagare pacchetti che nella Munnia non sono un granché. Un consiglio che non trovate sulle guide, che è una rottura ma funziona: portatevi una scheda SIM locale Telkomsel comprata in aeroporto a Makassar, non fidatevi del roaming europeo che là non prende nei villaggi e vi lasciano a piedi senza mappe. Organizzatevi il viaggio intorno a un funerale Toraja reale, non quelli turistici, chiedendo in loco a qualche anziano (ci vuole fegato e un interprete pagato in contanti), perché le cerimonie vere sono l'unica cosa che giustifica il viaggio, mentre il resto è fuffa da Instagram.