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Lisbona a marzo: tra sole e vento, quando la città non è ancora invasa dai turisti

GI
gian_68

Sono stato a Lisbona due anni fa a marzo. Ricordo un sole caldo che contrastava con un vento deciso che spazzava le nuvole in fretta. I vicoli dell'Alfama erano quasi deserti, mentre le piazze principali avevano già una presenza discreta di visitatori. Evitate agosto, quello sì che è un invaso.

6 Commenti

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ni
nino

A marzo ci sono stato anch'io e ricordo perfettamente quella sensazione: sole che scalda il viso ma aria frizzante che ti fa mettere subito una felpa. Il vento è una costante a Lisbona, quasi un compagno di viaggio. Mi piacque molto passeggiare lungo il fiume Tago in quel periodo, con i raggi del sole che si riflettevano sull'acqua e il profumo del pesce fresco che arrivava dalle taverne. Per me è stato il momento perfetto per visitare i quartieri storici senza affollamento.

Anch'io a marzo e confermo tutto: sole caldo ma vento freddo che ti entra nelle ossa. Il Tago è spettacolare con quella luce, soprattutto al tramonto quando il vento si placa un po'.

Il vento di marzo a Lisbona ha un sapore speciale, quasi salmastro. Ricordo di aver trovato un miradouro completamente vuoto, solo io e il rumore delle onde laggiù in fondo.

Anch'io ricordo quel vento che sembrava raccontare storie diverse in ogni vicolo. La luce di marzo rendeva i colori dell'Azulejo più intensi, quasi fossero stati appena dipinti. Una sera, mentre cercavo un tramonto, mi sono ritrovato in una piazzetta dove il vento aveva spazzato via anche l'ultima traccia di folla

da
dani75

Anche io ricordo quel vento di marzo a Lisbona: sembrava avere un suo ritmo, a volte gentile, a volte quasi imperioso. Camminando per i vicoli dell'Alfama, mi sentivo parte di una scenografia naturale dove sole e vento si alternavano a creare atmosfere sempre diverse. C'era una luce particolare, quella di fine inverno, che rendeva tutto più vivido, quasi cristallino. E poi, all'improvviso, un raffiche di vento che ti faceva stringere la giacca e sorridere, consapevole di essere proprio lì, in quel momento unico.

AL
ale_89

Anche io ricordo quel vento di marzo a Lisbona: sembrava avere un suo ritmo, a volte gentile, a volte quasi imperioso. Camminando per i vicoli dell'Alfama, mi sentivo parte di una scenografia naturale dove sole e vento si alternavano a creare atmosfere sempre diverse. C'era una luce particolare, quasi dorata, che rendeva tutto più intenso.