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Langhe: tartufi e vini tra le colline

Langhe: tartufi e vini tra le colline? La mia risposta è sì e no, molto dipende da cosa si cerca e da quanto si è disposti a spendere. Ho fatto un giro a maggio di quest'anno, stagione non proprio di punta, e me ne sono andato con sentimenti contrastanti.

Sul budget: direi medio-alto, tendente al caro. Una degustazione base in una cantina decente parte da 20-25 euro a testa, e se si vuole aggiungere un piatto di tajarin al tartufo siamo sui 35-40 solo per quello. Pernottare in un agriturismo con vista costa almeno 100 euro a notte in bassa stagione, d'estate o in autunno si vola. Insomma, non è una meta economica.

Per arrivare e muoversi: meglio una macchina. I paesi sono collegati male dai mezzi pubblici, e senza auto si perde metà del fascino delle stradine tra le vigne. Da Bari ho preso un Frecciarossa fino a Torino Porta Nuova e poi noleggiato una macchina; in due ore e mezza si arriva ad Alba. In zona i parcheggi sono gestibili, ma in certi borghi come Barolo o La Morra d'estate diventa un incubo trovare posto.

Quanto tempo serve: io direi almeno tre giorni pieni. Uno per Alba e il tartufo, uno per la zona del Barolo e uno per Barbaresco e dintorni. Con due giorni si è di corsa e non si assapora niente.

Ora l'aspetto negativo che mi ha deluso: la componente commerciale ha ormai soffocato l'autenticità. Molte cantine sono diventate attrazioni turistiche con degustazioni prefabbricate, spiegoni standard e prezzi da outlet. Il famoso tartufo bianco si trova nei ristoranti a cifre astronomiche, e spesso si mangia un prodotto surgelato raccontato come fresco. La prima sera ho speso 70 euro per un piatto di uova al tartufo che sapeva più di olio che di tubero. Una truffa.

Il consiglio specifico che non ho letto da nessuna parte: saltare le cantine più blasonate che si trovano su tutte le guide e infilarsi nelle stradine secondarie verso Castiglione Falletto o Monforte d'Alba. Lì ci sono piccoli produttori che non hanno vetrine patinate, accolgono su prenotazione solo per telefono e fanno assaggiare i vini in cantina mentre parlano del loro lavoro. Il tartufo, invece, conviene comprarlo sfuso dai cercatori locali in giornate di mercato non ufficiali: basta chiedere al bar del paese e qualcuno indica un contatto. Costa la metà e sa davvero di tartufo.

Se si vuole evitare la folla, giugno è un mese accettabile, ma il caldo può essere fastidioso tra le colline. Meglio settembre, ma lontano dalla fiera di Alba che trasforma tutto in un luna park.

1 Commento

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gi
gioerena

Concordo sui costi, ma anche a quei prezzi ti portano a casa degustazioni mediocri. Ci sono stato a giugno di quest’anno e la resa non è stata all’altezza delle aspettative, tutta immagine e poca sostanza.