Etiopia: chiese rupestri di Lalibela e deserto di Dallol
Sì, un viaggio in Etiopia che metta insieme le chiese rupestri di Lalibela e il deserto di Dallol è assolutamente realizzabile, ma richiede una pianificazione logistica non banale e un budget che si assesta su una fascia media, intorno ai 2.500-3.500 euro a persona per due settimane tutto compreso, voli internazionali esclusi. È una cifra che può scendere se si è disposti a dormire in alloggi molto spartani e a mangiare locale, ma i trasporti interni – specialmente i voli e i fuoristrada per Dallol – restano un costo fisso non trattabile.
Per arrivare si parte da Addis Abeba, che ha collegamenti giornalieri con Lalibela via Ethiopian Airlines; il volo dura circa un'ora e costa sui 150-200 euro a tratta in economia. Da Lalibela, per raggiungere Dallol, il percorso più comune prevede un altro volo per Mekele o Semera, e poi un trasferimento in jeep 4x4 di almeno mezza giornata attraverso il deserto del Danakil. Muoversi in autonomia è sconsigliato: per Dallol serve obbligatoriamente una guida armata e un convoglio, e anche a Lalibela un accompagnatore locale aiuta a districarsi tra le chiese senza perdersi dettagli storici. I tour organizzati partono da Mekele e costano sui 300-500 euro a persona per tre giorni, tutto incluso.
Quanto tempo serve? Per fare entrambi i siti con calma, minimo dieci giorni: tre a Lalibela (un giorno per le chiese del nord, uno per quelle del sud-est, uno per eventuali escursioni nei monasteri intorno), quattro per il Danakil (compresi i trasferimenti e una notte a Dallol o al lago Assal), più due giorni di voli e un giorno a Addis Abeba per ambientarsi. Chi ha fretta può stringere a otto giorni, ma a costo di visite molto di corsa e senza margine per ritardi dei voli, che in Etiopia sono frequenti.
Un aspetto negativo che ho osservato a Lalibela è la gestione dei flussi turistici: le chiese sono meravigliose, ma l'area intorno è molto trascurata, con rifiuti e venditori insistenti che tolgono un po' di magia. A Dallol, invece, la delusione può venire dal caldo opprimente (supera i 45°C a mezzogiorno) e dalla fatica fisica: si cammina su croste di sale taglienti e zolfo, e alcuni crateri sono meno spettacolari delle foto patinate che circolano online. Il contrasto tra la spiritualità di Lalibela e l'inferno geologico del Danakil è comunque unico.
Un consiglio specifico che non si trova sulle guide turistiche: a Lalibela, evitate di indossare abiti scuri, perché la polvere rossa delle chiese scavate nella roccia si incastra in modo indelebile nelle fibre, rovinando tessuti anche dopo vari lavaggi. Portate invece capi leggeri, di lino o cotone chiaro, e una sciarpa per coprire le spalle quando si entra nei luoghi di culto. Per Dallol, invece, un trucco poco noto è portare una piccola bomboletta di acqua termale spray per rinfrescare viso e mani nei momenti di pausa: la temperatura è talmente estrema che bastano trenta secondi fuori dall'ombra per sentire la pelle che brucia, e l'acqua normale evapora troppo in fretta.