Etiopia: chiese rupestri e tribù dell'Omo
Etiopia: chiese rupestri e tribù dell'Omo
L'accostamento tra le chiese rupestri di Lalibela e le valli dell'Omo è azzardato ma affascinante, un viaggio che porta dalla fede scolpita nella roccia alla vita che pulsa ancora in forme antiche. Personalmente, trovo che sia un itinerario che richiede uno spirito di adattamento notevole, ma regala esperienze che pochi altri luoghi sanno offrire.
Parliamo di budget: è una destinazione che si colloca nella fascia medio-economica, con un grande però. I voli interni e i trasferimenti nella Rift Valley incidono parecchio. Se si viaggia con autista e cuoco per la parte nelle tribù, il conto sale rapidamente. Un viaggio organizzato di due settimane, includendo volo internazionale, si può stare tra i 2.500 e i 4.000 euro a persona, con un occhio di riguardo ai parchi e ai permessi fotografici, che costano a parte.
Per arrivare, il punto d'ingresso principale è Addis Abeba. Da lì, per Lalibela conviene prendere un volo interno con Ethiopian Airlines (circa un'ora), perché la strada è lunga e massacrante. Per la valle dell'Omo, si parte da Addis con un volo per Arba Minch o Jinka, poi si prosegue su strade sterrate. Muoversi con un fuoristrada e autista locale è quasi obbligatorio: le condizioni delle carreggiate dopo le piogge sono dissestate, e i posti di blocco dell'esercito sono frequenti.
Quanto tempo serve? Per fare un buon giro che includa entrambe le zone, mettiamo almeno 15-18 giorni. Solo Lalibela e dintorni si visitano in 3-4 giorni, senza fretta. Per l'Omo, una settimana è il minimo per visitare i mercati di Key Afer e Turmi e incontrare le etnie più note (Mursi, Hamer, Karo). Non è un viaggio da fare di corsa.
Un aspetto negativo: la pressione turistica nelle comunità dell'Omo è reale. Alcuni villaggi sono diventati vere e proprie scenografie per turisti, con richieste di soldi per ogni foto, pose forzate, e una sensazione di spettacolo che a tratti infastidisce. Il picco si vive nei giorni di mercato. Non aspettarsi un contatto autentico e spontaneo: bisogna cercare fuori dai circuiti più battuti, con una guida che conosca bene le persone.
Il consiglio specifico che non troverete sulle guide: per le chiese rupestri, evitate la visita nelle ore centrali del mattino (dalle 10 alle 13). Arrivate alle 7:30, appena aprono. La luce radente illumina gli interni in modo incredibile, c'è pochissima gente e si riesce a vedere la funzione dei preti senza essere travolti dalle comitive che arrivano in pullman dopo colazione. Per l'Omo, invece, non fermatevi ai villaggi principali lungo la strada principale da Turmi verso Omorate. Prendete una pista laterale per i villaggi di Korcho e Dimeka nei giorni non di mercato: lì le persone sono ancora disponibili a parlare senza chiedere compenso per ogni scatto, e si vede la vita reale, non una messinscena.
Un viaggio complesso, che insegna tanto sulla fragilità di certi equilibri. Chi ha voglia di mettersi in gioco e non cerca solo il selfie facile, ne esce arricchito.