Monte Fuji: l'alba sacra tra nuvole e silenzio
È un'esperienza che ti segna dentro, quando il primo raggio di sole squarcia le nuvole laggiù e tutto sembra fermarsi per un istante di silenzio assoluto.
Dopo aver letto per anni racconti su quell'alba sacra, finalmente a fine maggio sono riuscito a organizzarmi per salire il Monte Fuji. Partivo da Bologna con un budget medio, diciamo intorno ai 1500-2000 euro per una settimana in Giappone, volo incluso. Per arrivare al Monte Fuji ho preso il treno dalla stazione di Shinjuku a Kawaguchiko, poi un bus fino alla quinta stazione. Da lì si parte per la salita vera e propria. Il periodo consigliato per la scalata è luglio e agosto, ma a fine maggio le condizioni sono già buone, anche se c'è ancora un po' di neve sui sentieri alti. Ho scelto di fare il percorso Yoshida, il più frequentato, e ho prenotato un pernottamento in una capanna alla settima stazione. Servono almeno due giorni: si sale fino alla capanna nel pomeriggio, si riposa qualche ora, e poi si riparte intorno all'una di notte per arrivare in vetta all'alba.
L'aspetto negativo più grande è la folla. Anche a fine maggio, weekend, c'era una processione di lampade frontali che saliva lentamente. Il rumore dei passi e dei bastoni spezza quel silenzio che uno si aspetta in un luogo sacro. Inoltre il meteo è molto variabile: in vetta c'erano nuvole basse, il vento gelido e la visibilità ridotta. L'alba è stata bella ma non spettacolare come certe foto patinate fanno sembrare. Un'altra delusione è stata la sensazione di commercializzazione: negozietti di souvenir e distributori automatici fino alla quinta stazione, code per timbrare il bastone. Non è un trekking solitario nella natura incontaminata.
Un consiglio specifico che non troverai nelle guide: porta con te un sacco a pelo leggero o un liner termico. Le capanne montane forniscono coperte, ma spesso non sono lavate e l'odore può essere fastidioso. Inoltre arriva alla quinta stazione nel pomeriggio tardi, dopo le quattro, quando i bus turistici se ne vanno e la calma torna. Inizia la salita con calma, idratandoti bene, ma non bere troppa acqua perché i bagni alle capanne costano una piccola fortuna. Porta banconote da mille yen: le macchinette per l'ossigeno e i bastoni richiedono contante.
In definitiva, vedere l'alba sul Monte Fuji è un'esperienza potente, anche tra nuvole e folla. Il silenzio che arriva dopo il primo raggio di luce, quando tutti smettono di parlare, vale la fatica. Ma bisogna essere pronti a un paesaggio più mentale che visivo, più interiore che esteriore. Se cercate cartoline perfette, restate a valle.