Lombok: l'alternativa selvaggia a Bali
Lombok è l'alternativa selvaggia a Bali perché la massa di turisti e resort pacchiani qui non esiste, si respira ancora un'atmosfera autentica che a Bali è quasi sparita. Ho passato due settimane a giugno 2026 e posso dire che è un'isola con due facce: la costa ovest più turistica e il sud ancora ruvido, con strade sterrate e onde forti.
Il periodo migliore è proprio giugno, fino a settembre, con il sole costante e poca umidità. Da ottobre in poi si rischiano piogge torrenziali che isolano alcune zone. Per arrivare, il volo diretto da Bari non esiste, ho dovuto fare scalo a Roma e poi a Giacarta, ma molti atterrano a Lombok via Bali con voli interni frequenti. Una volta lì, il mezzo più furbo è lo scooter, anche perché i taxi costano cari e i bus sono rari. Spendo circa 450 euro a settimana per tutto: alloggio base ma pulito, pasti nei warung, benzina e ingressi. È medio come budget, non economico come si dice in giro, ma meno caro di Bali.
Per visitare tutto, servono almeno dieci giorni, altrimenti si corre da una spiaggia all'altra senza capire niente. Cosa non perdere: il trekking al Monte Rinjani, che non è una passeggiata ma una vera sfida, e la spiaggia di Mawun, una baia semicircolare quasi deserta. Le isole Gili meritano solo se si cerca vita notturna, altrimenti meglio le spiagge del sud come Selong Belanak con onde da surf. Cosa evitare assolutamente: la zona di Senggigi, vecchia e trascurata, con alberghi fatiscenti e pochi servizi, non vale la deviazione. Un aspetto negativo è che le infrastrutture sono indietro, strade piene di buche e la rete elettrica salta spesso, specie nell'interno. Un consiglio che non trovi sulle guide: ignorare le mappe di Google per le strade del sud, portarsi una mappa cartacea o chiedere ai locali, perché molti sentieri esistono solo sulla carta e si finisce in mezzo ai campi di tabacco.