Cracovia: tra pierogi e draghi, il centro storico è un'altra storia
Cracovia merita il viaggio, ma con qualche paletto. Il centro storico è un gioiello, peccato che sembri un Disneyland per turisti.
PRO:
1. Il castello del Wawel e la cattedrale valgono da soli il prezzo del biglietto aereo. I draghi non si vedono, ma la leggenda è divertente.
2. I pierogi sono una droga: provare quelli con formaggio e patate in un milk bar (bar mleczny) per due spicci.
CONTRO:
1. La folla in Rynek Główny è da incubo, specialmente a giugno. Gente che si ferma in mezzo al marciapiede per fare selfie mentali.
2. Il quartiere ebraico Kazimierz è cool ma ormai invaso da locali hipster che vendono birra a 10 euro.
Budget: medio, se si evita la trappola dei ristoranti in piazza. Un pasto in un milk bar costa 3-5 euro, una cena turistica 15-20.
Arrivare: da Milano si trova volo Ryanair o Wizz per 30-40 euro. Dall'aeroporto alla città: treno (3 euro) o bus (che però impiega un'eternità). Muoversi a piedi o tram (biglietto 0.80 centesimi).
Quanto tempo: due giorni pieni bastano per il centro e Kazimierz, tre se si vuole vedere la miniera di sale (vale la pena, ma prepararsi a 800 gradini).
Aspetto negativo e delusione: la salita al Barbacane è una presa in giro, sembra un'opera difensiva ma è un monumento che si vede in 5 minuti. E la coda per il castello, senza prenotazione, è criminale.
Consiglio specifico non da guide: evitare i ristoranti in Rynek Główny come la peste. Invece, cercare in via Grodzka, a due passi, il locale "Miod i Malina" per zuppa di barbabietola con ravioli – quasi vuoto, economico e autentico.
Consigliato per chi ama le città storiche senza pretese e vuole mangiare bene spendendo poco. Sconsigliato se si soffre di claustrofobia da turisti o si cerca una vita notturna sopra le righe (a Cracovia si beve, ma senza eccessi).