Vancouver: metropoli tra oceano e foreste pluviali
Vancouver: metropoli tra oceano e foreste pluviali. Sì, è proprio così, ma la vera domanda è se questa convivenza funzioni o sia solo una cartolina patinata.
Sto pianificando un viaggio per questo luglio. Il budget è medio-alto, purtroppo. Un hotel dignitoso nel West End o a Gastown parte da cifre che fanno male al portafoglio. Si può risparmiare cercando ostelli o affitti in zone come Kingsway, ma poi si perde tempo nei trasferimenti.
Per arrivare, il Canada Link dall'aeroporto è comodo e veloce, costa sui 10 dollari canadesi. Una volta in città, la SkyTrain copre bene il centro, ma per arrivare a Capilano o a Lynn Valley serve un bus o un'auto a noleggio per un paio di giorni. Ho letto che il traffico è infernale nelle ore di punta, specialmente sul ponte Lions Gate.
Per un primo viaggio servono almeno cinque giorni. Due per la città, uno per Stanley Park e il lungomare, uno per la Grouse Mountain o il Grouse Grind, e un giorno per una gita a Whistler fermandosi alle Shannon Falls. Meglio non avere fretta, perché le distanze ingannano.
Un aspetto negativo che mi ha deluso: la pioggia. Anche a giugno, come ho letto nei resoconti di questo mese, può piovere a dirotto per giorni. Vancouver non è la città del sole perpetuo che mostrano sui dépliant. E poi la città è cara, ma la natura è gratuita.
Un consiglio specifico che non troverete sulle guide turistiche: andate al mercato di Granville Island non in orario di punta, ma alle 16.30, quando i pescivendoli iniziano a scontare il pesce del giorno. Portatevi una borsa termica e prendete del salmone affumicato a metà prezzo. E non fidatevi delle app dei trasporti: a volte i bus saltano le fermate se non vedono gente. Meglio aspettare con un gesto chiaro, altrimenti passano dritti.