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San Vito lo Capo: spiagge da sogno e il Cous Cous Fest di settembre

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San Vito lo Capo è una di quelle mete che sui social sembra un paradiso terrestre, ma la verità è che il Cous Cous Fest di settembre è l'unico motivo per cui varrebbe la pena affrontare la calca. L'ho pianificato per questa estate, a settembre, e ho già prenotato. Ecco l'itinerario che mi sono costruito dopo aver letto mille recensioni gonfiate.

Giorno 1: arrivo e primo impatto con la spiaggia. Parto da Bologna, volo per Trapani (Ryanair, circa 60 euro a tratta se prenoti con largo anticipo). Dall'aeroporto noleggio un'auto, fondamentale: i mezzi pubblici sono rari e non coprono le calette. Guido fino a San Vito, circa 40 minuti. Nel pomeriggio vado sulla spiaggia principale, quella del lungomare. Acqua cristallina, sabbia fine, ma è un formicaio umano già a metà giugno, figuriamoci a settembre col festival. La delusione è stata vedere ombrelloni e lettini a 25 euro al giorno, e la ressa per un metro di asciugamano. La sera cena in un chiosco sulla spiaggia, non nei ristoranti del centro: si mangia meglio e si spende la metà.

Giorno 2: esplorazione delle calette meno battute. Guido verso nord, sulla strada per Castelluzzo, poi prendo lo sterrato per Cala Mancina. Parcheggio selvaggio, ma la spiaggia è più larga e meno affollata. Acqua pulita, fondali alti, no servizi. Per pranzo panino portato da casa, perché i bar della zona sono cari e scadenti. Nel pomeriggio visito il centro storico di San Vito: due chiese, qualche negozio di souvenir, niente di che. La sera preparo l'arrivo al Cous Cous Fest: i biglietti per gli stand gastronomici si comprano solo in loco, e le file sono chilometriche. Meglio andare in tarda serata, dopo le 22, quando la folla cala.

Giorno 3: dedicato al festival. La mattina giro per gli stand del cous cous, ma i prezzi sono triplicati rispetto a un ristorante normale. Assaggio il cous cous di pesce, buono ma non eccezionale. Il pomeriggio scappo a Macari, una frazione a 10 minuti di auto: spiaggia libera, meno bella ma con un'acqua trasparente e nessun caos. La sera concerti in piazza, musica dal vivo, atmosfera vivace. Il consiglio che nessuna guida dà: evitate di cenare nei ristoranti del centro durante il festival, fanno pagare il triplo per piatti peggiori. Andate nei chioschi sulla spiaggia o portatevi il cibo.

Giorno 4: ultimo giorno. Mattina a Cala dell'Uzzo, raggiungibile solo a piedi o in barca. Sentiero sterrato, 20 minuti a piedi, ma ne vale la pena: pochissima gente, acqua da paura. Il problema: niente ombra, portatevi ombrellone e scorta d'acqua. Nel pomeriggio rientro a Trapani per il volo.

Budget complessivo: medio. Volo 120 euro, auto a noleggio 200 euro per 4 giorni , alloggio in B&B fuori dal centro 300 euro (prenotato a febbraio, ora costa il doppio). Cibo e spese varie 200 euro. Totale circa 820 euro a persona. Si può scendere a 600 dormendo in ostello e mangiando solo panini, ma con il festival è dura.

Tempo necessario: 4 giorni pieni bastano, 3 se vi concentrate solo sulla spiaggia e saltate il festival. Ma senza auto non si va da nessuna parte, e il parcheggio a San Vito è un incubo: a settembre conviene lasciare la macchina fuori dal centro e camminare.

Unico aspetto negativo: San Vito lo Capo è una località costruita per il turismo di massa, con prezzi da capogiro e una folla che toglie ogni fascino. La spiaggia principale è bella ma non eccezionale, ci sono calette più selvagge in altre parti della Sicilia. Il Cous Cous Fest è un evento vero, ma se non siete appassionati di cibo o musica non vale il viaggio.

2 Commenti

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gi
gioerena

Ma che festival? Ci sono stato l'anno scorso e tra coda e prezzi folli non ho mangiato niente di speciale. La calca è ingestibile e il mare ormai è un acquario con i turisti.

Forse hai solo scelto il posto sbagliato, io al festival ho mangiato piatti eccezionali.