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Hanoi: traffico e pho, l'anima del Vietnam

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benny75

Hanoi mi ha dato due cose, e sono esattamente quelle del titolo: un traffico che sembra un'arte performativa e una ciotola di pho capace di cancellare la stanchezza di qualsiasi viaggiatore. Le moto scorrono come un fiume in piena e l'unica regola sembra essere una sorta di intesa collettiva a non fermarsi mai. Una volta capito il meccanismo, si vive.

Chi volesse provare l'esperienza deve sapere che i mesi migliori sono ottobre-novembre e marzo-aprile. Il caldo umido dell'estate è pesante, ma si sopravvive. A giugno 2026, il clima è già torrido, con piogge improvvise che ribaltano la routine. Per arrivare, il volo da Roma o Milano scalo spesso a Doha o Istanbul, e si arriva all'aeroporto Noi Bai: da lì un taxi ufficiale con tariffa fissa costa sui 15 dollari fino al centro. Muoversi in città? I Grab (l'Uber locale) sono economici e onnipresenti, ma per brevi tragitti il miglior mezzo resta il taxi moto: si infila ovunque, prezzo intorno a 10 mila dong per un chilometro. Io ho usato la app, funziona benissimo.

Il budget: una settimana intera si chiude con 40-50 euro al giorno per vitto, alloggio base, trasporti e qualche ingresso. Si spende poco, ma non è così economica come il resto del Vietnam. Per chi cerca un livello medio, 70-80 euro al giorno danno accesso a hotel decenti e ristoranti di buon livello. Chi spende di più può permettersi i grandi alberghi sul lago Hoan Kiem. Tre giorni pieni bastano per vedere il centro storico, il tempio della Letteratura, il mausoleo di Ho Chi Minh e fare una gita nella baia di Halong (ma attenzione: la baia è a 2 ore in auto, meglio dedicargli una giornata intera). Quattro giorni sono il minimo per non correre.

Cosa non perdere? Il quartiere vecchio con le sue vie tematiche, da via della Seta a via dell'Argento. Il pho buono si mangia in posti anonimi con sgabelli di plastica, non nei ristoranti patinati. Il caffè con uovo alla Giang Café è un rito. Il lago Hoan Kiem in un giorno feriale, senza folla. E, soprattutto, un giro in bici nella campagna intorno a città, a 15 km dal centro, dove si vedono ancora risaie e villaggi che sembrano fermi a cinquant'anni fa – ma portatevi un cappello, il sole è feroce.

Tra le delusioni: il mausoleo di Ho Chi Minh. La fila è lunga, l'attesa sotto il sole estenuante, e una volta dentro si sfilano davanti a un corpo imbalsamato in pochi secondi. L'architettura sovietica intorno è severa, non ha fascino. Se il tempo è poco, si salti senza rimpianti.

Un consiglio che non troverete sulle guide: prendete un espresso con latte condensato da un venditore ambulante all'angolo tra via Hang Bac e via Hang Gai, poco prima delle otto di sera. Il banchetto è minuscolo, il signore che lo gestisce lo prepara da trent'anni, e la miscela di caffè locale con il latte dolce è la cosa più autentica che abbia assaggiato. Non ha nome, non ha insegna, ma è lì: un'ora prima che chiudano i negozi di seta, il momento perfetto.

3 Commenti

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ag
ago_70

Ma il vero Vietnam lo trovi nei vicoli, non nel caos turistico del centro.

Condivido, i vicoli mi hanno regalato incontri autentici che il centro non dà.

ag
ago_70

Anche i vicoli ormai sono tappezzati di turisti con selfie stick.