🗺️ Itinerario

Catania: Etna e pesce spada, la vulcanica Sicilia

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Catania è vulcanica nel senso più letterale: l’Etna domina il paesaggio e il pesce spada è il protagonista della cucina, un connubio tra fuoco e mare che si sente ovunque, dall’aria di zolfo alle grigliate sulla scogliera. Ho pianificato un itinerario di quattro giorni per l’estate 2026, volando da Milano e muovendomi tra città e montagna. Budget medio: circa 800-1000 euro a persona volo incluso, contando cene di pesce, un giro sull’Etna e qualche spostamento.

Giorno 1: arrivo e centro storico. Atterro a Fontanarossa, prendo l’Alibus fino a Piazza Stesicoro (4 euro, una ventina di minuti). Per muovermi dentro Catania non serve auto: il centro è compatto. Dedico il pomeriggio a Piazza del Duomo, la Cattedrale e la fontana dell’Elefante. Cena obbligata alla Pescheria: una grigliata mista con pesce spada, gamberi e le classiche olive schiacciate. Scegli un banchetto che affaccia sul vicolo, non quelli troppo turistici vicino alla fontana; il sapore è più autentico e il prezzo cala di un terzo.

Giorno 2: Etna e dintorni. Noleggio una macchina (circa 50 euro al giorno) e salgo al Rifugio Sapienza. Meglio prenotare il rifugio in anticipo perché in estate si riempie. La strada è buona fino a quota 1900, poi si prosegue con le jeep autorizzate o a piedi fino ai crateri sommitali. Consiglio la mattina presto, quando la luce è radente e le nuvole basse non coprono tutto. Il pomeriggio scendo a Nicolosi per un pranzo a base di pasta alla norma, altro classico. Aspetto negativo: il traffico nelle ore di punta lungo la circumetnea è infernale, meglio tornare a Catania dopo le 17.

Giorno 3: lungomare e Aci Castello. Lascio l’auto in un parcheggio a pagamento a Catania (zona via Dusmet) e prendo la metropolitana fino a Borgo, poi bus per Aci Castello. Il castello normanno sulla lava è suggestivo, ma la vera sorpresa è il ristorante Da Riccardo, dove il pesce spada lo servono affumicato con cipolla rossa e menta: un piatto che non trovi nelle guide, ma che i locali ordinano da anni. Nel pomeriggio passeggiata sulla scogliera di lava nera, ma occhio alle scivolate.

Giorno 4: street food e partenza. Mattina al mercato del pesce per un calamarata fritta e arancini al ragù di tonno. Poi ultimo giro: la via Etnea con i suoi palazzi barocchi. Se avanza tempo, il Museo Diocesano è piccolo ma racconta bene la storia dei terremoti. La delusione maggiore? Il caos della circolazione e i marciapiedi dissestati: Catania è bellissima ma selvaggia, non aspettarti ordine svizzero.

Consiglio che non trovi nelle guide: cerca la friggitoria da Alfredo, una bancarella sotto i portici di via Garibaldi, che fa sarde a beccafico su ordinazione e le vende a un euro l’una. Meglio di qualsiasi ristorante.

2 Commenti

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Il tuo budget è troppo ottimistico: con 800-1000€ volo incluso ti ritrovi a mangiare solo panelle e a dormire in ostello. E il giro sull'Etna è una fregatura per turisti, meglio evitare le solite agenzie. Ci sono stato e non mi ha convinto.

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Concordo, il budget è tirato: l’estate scorsa ho speso quasi 200 euro in più del previsto solo per non mangiare panini al volo. E il giro sull’Etna con le agenzie l’ho trovato una trappola, meglio organizzarsi da soli con un fuoristrada.