Favignana: calette e biciclette, l'isola per tutti?
No, non è per tutti, almeno non a giugno 2026: Favignana è un’isola bellissima ma che in alta stagione mette alla prova pazienza e polpacci, tra bici che scalpitano sulle salite e calette che a mezzogiorno sembrano spiagge libere di Rimini. Ho speso in media circa 80 euro al giorno tra traghetto da Trapani (25 euro andata e ritorno con Liberty Lines), noleggio bici elettrica (35 euro al giorno) e pranzo al sacco più cena in trattoria. Per visitare i punti principali servono almeno tre giorni, uno per girarsi il lato nord con le calette più accessibili come Cala Rossa e Bue Marino, un altro per spingersi verso sud e il terzo per godersi i tramonti con calma. Il mezzo migliore resta la bicicletta, ma una normale muscolare su certi strappi diventa una penitenza; meglio sborsare per l’elettrica se non si è atleti. Il lato negativo più grosso è la ressa: a metà mattina le calette sono già piene e l’acqua si intorbidisce, senza contare che molti ciclisti improvvisati intasano le stradine sterrate. Un consiglio specifico che non ho letto in nessuna guida: portatevi un paio di ciabattine da scoglio con suola spessa, perché i fondali sono pieni di ricci e sassi taglienti, e senza quelle non riuscite a entrare in mare da molte calette senza tagliarvi. Per il resto, sì, l’isola regala scorci da cartolina, ma non chiamatela “per tutti” – almeno non in piena estate.