Favignana: calette nascoste e mare da sogno
Favignana è un concentrato di bellezze naturali che non delude, ma bisogna saper scegliere le calette giuste per evitare la folla, soprattutto a luglio. Il mare è effettivamente da sogno, ma non è tutto scontato come sembra nei reel patinati.
Sul budget: siamo su un livello medio. I traghetti da Trapani costano sui 15-20 euro a persona andata e ritorno, più la bici o lo scooter a noleggio (circa 25-35 euro al giorno per uno scooter, meno per una bici). Mangiare fuori in paese è nella media siciliana, ma d'estate i prezzi lievitano. Un pranzo a base di pesce con vino locale può stare intorno ai 35-40 euro a testa. Per dormire, meglio prenotare con largo anticipo: gli affitti brevi vanno dai 70 ai 120 euro a notte per una stanza decente, più per un posto con vista mare.
Per arrivare, si parte dal porto di Trapani con i traghetti della Liberty Lines o Siremar. Le corse sono frequenti, ma nei weekend di luglio e agosto meglio prenotare online per evitare code. Una volta sull'isola, il modo migliore per muoversi è uno scooter o una bici. Le strade sono strette, il parcheggio a Cala Rossa o a Bue Marino è un delirio nelle ore centrali, ma la bici permette di infilarsi in stradine sterrate che portano a calette meno battute. L'auto può essere scomoda perché il traffico si blocca.
Quanto tempo serve? Due giorni pieni sono il minimo per vedere le calette principali e fare un giro in barca. Tre giorni permettono di esplorare anche il lato ovest, quello più selvaggio, e di prendersi un pomeriggio per la tonnara e il museo. Quattro giorni sono troppi se non si ama il relax puro, perché l'isola è piccola e dopo un po' si ripete.
Un aspetto negativo che non mi aspettavo: la sporcizia. Alcune calette meno frequentate, come Cala Rotonda, avevano rifiuti lasciati da incivili. Non solo alghe: plastica e mozziconi. Un vero peccato per un'isola così bella. Inoltre, a luglio il vento di maestrale può rendere il mare mosso sul lato nord, mentre il lato sud è più riparato ma spesso affollato.
Un consiglio specifico che non troverete sulle guide: per la caletta di Punta Sottile, invece di fermarvi al primo tratto di scogli, proseguite a piedi oltre il sentiero segnalato, superando la piccola salita rocciosa. Là c'è una piccola insenatura quasi sempre deserta, con fondale sabbioso e sassi levigati. Per arrivarci serve un paio di scarpe da scoglio, ma il silenzio e l'acqua trasparente ripagano. Evitate di andarci tra le 11 e le 15 perché il sole picchia senza ombra.