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Krabi: kayak e scogliere, l'avventura thailandese

Krabi: kayak e scogliere, l'avventura thailandese? Sì, se si accettano compromessi. La provincia offre paesaggi da cartolina, ma la realtà è fatta di zanzare, orde di turisti cinesi su barche a motore e un’umidità che a giugno taglia le gambe. Detto questo, vale il viaggio se si pianifica con criterio.

Quando andare: giugno è monsone. Significa piogge torrenziali per un’ora, poi sole. I prezzi crollano, le spiagge sono semi-deserte. Perfetto per chi non sopporta le resse di gennaio, ma bisogna accettare che certe escursioni via mare vengono cancellate all’ultimo secondo. Meglio avere una copertura assicurativa seria.

Come arrivarci: l’aeroporto di Krabi ha voli diretti da Bangkok, Kuala Lumpur e qualche charter europeo. Dall’Italia si arriva scalanddo a Dubai o Doha, poi Bangkok. Dall’aeroporto un bus navetta costa circa 150 baht fino ad Ao Nang. Per muoversi in zona: noleggiare uno scooter (250 baht al giorno) è la soluzione migliore, ma le strade sono dissestate e la polizia fa multe salate senza patente internazionale. I taxi locali (songthaew) sono lenti e carichi di altri turisti.

Budget: medio. Contando volo, alloggio in bungalow semplice (600-1000 baht a notte), cibo di strada e qualche escursione, si spende sui 60-80 euro al giorno a persona. Chi cerca lusso spende il triplo, ma la differenza è spesso solo nella piscina dell’hotel.

Cosa non perdere: kayak nella baia di Thung Teao, alle sette del mattino, quando le acque sono piatte e le scogliere sembrano galleggiare nella foschia. Le lagune nascoste di Railay Beach, raggiungibili solo a piedi con bassa marea. Il mercato notturno di Krabi Town il venerdì per mangiare gamberi alla griglia a prezzo onesto. E la piscina naturale di Emerald Pool, ma andandoci all’alba per evitare la folla.

Cosa evitare: il tempio della tigre (Wat Tham Sua) è una scalata di 1237 gradini senza ombra, con scimmie aggressive che rubano borracce – e in cima non c’è una vista mozzafiato, solo sudore e delusione. Le escursioni organizzate alle “isole vicine” con pranzo incluso sembrano economiche ma ti infilano in barche sovraffollate con musica thai a volume esagerato. Meglio noleggiare un kayak a Ao Nang e remare verso le isolette vicine da soli.

Il consiglio fuori dalle guide: a nord di Krabi, nella zona di Khlong Thom, c’è un mercato domenicale che vende frutta e spezie a prezzi da povertà. Lì un piatto di khao soi costa 30 baht, e si mangia seduti su sgabelli di plastica accanto a locali che non parlano inglese. È lì che si capisce la Thailandia vera, non tra il jet-ski e i selfie di Railay.

Tempo necessario: minimo cinque giorni per vedere le cose essenziali (Railay, Thung Teao, Krabi Town). Una settimana permette di esplorare anche le coste meno battute. Più di dieci giorni inizia a pesare la monotonia: dopo la quarta scogliera a picco, l’effetto wow si affievolisce. Un aspetto negativo concreto: a giugno l’acqua del mare è torbida vicino alle foci dei fiumi, e le meduse sono frequenti. Non aspettatevi acque cristalline come quelle di Phi Phi, ma almeno eviterete la bolgia.

4 Commenti

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Da Palermo, so bene cosa significa umidità, ma lì le zanzare sono un'altra storia.

LU
luxso99

Mah, a me le zanzare non danno fastidio quando alloggio in posti con aria condizionata e zanzariere. Da quelle parti, però, se scendi in certe strutture basiche è un altro discorso.

LU
luxtrip92

Kayak e zanzare? Preferisco la spiaggia col servizio in camera.

be
benny75

Il servizio in camera non sostituisce l'esperienza autentica di esplorare la natura in kayak.